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Questo articolo è stato pubblicato il 12 settembre 2013 alle ore 12:44.

Assemblea Impregilo, ok alla fusione con Salini. Tre nuovi consiglieri nel Cda

Oggi è il grande giorno del matrimonio tra Impregilo e Salini. La doppia assemblea degli azionisti delle due società ha ratificato la fusione da cui nascerà il colosso nazionale delle grandi opere (7 miliardi di euro di giro d'affari e 32mila dipendenti, più un portafoglio lavori per un importo di 20 miliardi).
In realtà il matrimonio ha già avuto il sì dei dei due fidanzati a fine giugno, quando i Cda delle rispettive aziende approvarono il progetto di fusione per incorporazione di Salini in Impregilo (con un concambio di 6,45 titoli Salini ogni 1 Impregilo). Ma oggi è il giorno dell'ufficialità, della celebrazione del matrimonio con tutti i crismi. I soci daranno il via libera definitivo. A due anni esatti di distanza da quando Pietro Salini, all'epoca un outsider nel mondo della finanza milanese, iniziò in sordina e lontano dai riflettori a comprare azioni Impregilo. Sul ponte di comando c'era la famiglia Gavio (assieme a Benetton e Ligresti poi liquidati dal gruppo di Tortona) e sembrava ben saldo: nessuno avrebbe scommesso che nel giro di un anno e mezzo Salini sarebbe salito al 29%, avrebbe sfidato Gavio nella più grande battaglia assembleare che si sia mai vista a Piazza Affari, e infine lanciato un'Opa per prendere il controllo di tutta Impregilo.
Più che l'esito, scontato, del doppio voto, la notizia è arrivata dal lato della governance: nel cda hanno fatto ingresso tre nuovi membri. L'assemblea ha nominato nuovi amministratori: Franco Passacantando, attualmente direttore centrale della Banca d'Italia; Nicola Greco, per anni ai vertici di Technip; e Giacomo Marazzi, consigliere di Beni Stabili. La nomina degli ultimi due ha efficacia immediata mentre quella di Passacantando avrà efficacia dal 15 dicembre. Ora il consiglio Impregilo è di fatto a stra-maggioranza di indipendenti:12 consiglieri su 15. La nomina dei tre nuovi amministratori è stata approvata a larga maggioranza (Salini detiene l'89% circa) con l'eccezione di alcuni fondi che hanno votato contro
Il matrimonio piace alla Borsa che premia Impregilo: il titolo del big contractor sale dello 0,41% (dopo una partenza sprint a +0,7%) a 3,38 euro.

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