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Questo articolo è stato pubblicato il 14 agosto 2014 alle ore 10:33.
L'ultima modifica è del 14 agosto 2014 alle ore 17:38.
Inflazione a livelli modesti prossimi mesi, aumento graduale 2015 e 2016
L'inflazione armonizzata nell'Eurozona «si dovrebbe attestare su livelli modesti nei prossimi mesi, per poi aumentare gradualmente nel corso del 2015 e 2016». È quanto scrive la Bce nel Bollettino mensile di agosto, spiegando che l'evoluzione più recente dei prezzi «riflette soprattutto rincari dell'energia più contenuti, mentre le altre principali componenti dell'indice si sono mantenute sostanzialmente invariate». Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine per l'area «continuano a essere saldamente ancorate in linea con l'obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%». I rischi per l'andamento dei prezzi vengono confermati come «limitati e sostanzialmente bilanciati nel medio periodo» ma, aggiunge la Bce, «saranno tenute sotto stretta osservazione le possibili ripercussioni degli accresciuti rischi geopolitici nonche' dell'evoluzione dei tassi di cambio».
L'impegno a ricorrere a strumenti non convenzionali
In questo contesto, il Consiglio direttivo della Bce «manterrà un elevato grado di accomodamento monetario» e i tassi di interesse di riferimento «si attesteranno sui livelli correnti per un prolungato periodo di tempo, in considerazione delle attuali prospettive di inflazione», si legge sempre nel Bollettino di agosto, nel quale si sottolinea che «il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato». Il Consiglio direttivo, si ribadisce, «è fermamente determinato a salvaguardare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio-lungo termine».
Riforme strutturali per promuovere gli investimenti
Le riforme strutturali nell'Eurozona, per la Bce, «dovrebbero mirare innanzitutto a promuovere gli investimenti privati e la creazione di posti di lavoro» e il risanamento di bilancio «va impostato in modo da favorire l'espansione economica». Sul fronte delle finanze pubbliche, «un complessivo risanamento ha contribuito in anni recenti alla riduzione degli squilibri di bilancio. Importanti riforme strutturali hanno potenziato la competitività e la capacità di aggiustamento dei mercati nazionali del lavoro e dei beni e servizi». «È ora necessario - sostiene ancora la Banca centrale - che questi sforzi acquisiscano slancio per incrementare il potenziale di crescita dell'area dell'euro. Al fine di ripristinare finanze pubbliche sane, i Paesi dell'area dell'euro dovrebbero procedere in linea con il Patto di stabilità e crescita senza vanificare i progressi conseguiti nel riequilibrio dei conti pubblici». La piena e coerente applicazione dell'attuale quadro di sorveglianza macroeconomica e dei conti pubblici dell'area dell'euro, conclude la Bce, «è indispensabile per ridurre gli elevati rapporti debito/pil, aumentare la crescita potenziale e rafforzare la capacità di tenuta dell'area agli shock».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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