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Questo articolo è stato pubblicato il 16 ottobre 2014 alle ore 12:16.
L'ultima modifica è del 16 ottobre 2014 alle ore 12:22.

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Milano. È corsa contro il tempo per la ricerca dell'amministratore delegato di Luxottica, mentre il titolo tenta il rimbalzo ma alla fine chiude in calo dell'1,4% trascinato dai listini. In due settimane, secondo quanto stabilito nell'ambito dell'ultimo consiglio di amministrazione del gruppo, deve essere risistemato il vertice della società con la sostituzione del dimissionario Enrico Cavatorta.

I consiglieri indipendenti sono stati chiari su questo punto: nessuna dimissione in blocco del board a patto che sia ricostruito l'assetto manageriale. Peraltro ci sarebbe stata anche una precisa richiesta fatta da alcuni membri del board al fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, ovvero il ritorno ad una governance tradizionale con un solo amministratore delegato. Su questo punto, però, Del Vecchio sarebbe stato chiaro: nessun passo indietro, si va verso due amministratori delegati.

In altre parole Massimo Vian, la cui nomina è stata congelata in attesa del secondo nome, rappresenterà una delle due figure chiave dell'organigramma. Vian, amico di Francesco Milleri, il consulente amico di famiglia che proprio a causa del suo crescente ruolo avrebbe portato Cavatorta alle dimissioni, sembra dunque l'unica candidatura certa. Ovviamente sempre che il pressing del board per tornare alla figura di un solo super ceo non abbia alla fine la meglio. Peraltro a questo punto si potrebbe riaprire la partita anche per lo stesso Milleri, che secondo il disegno iniziale doveva entrare nel board in occasione del rinnovo a primavera con il ruolo di vice presidente del gruppo. Secondo alcune voci, poi, tra i possibili manager interni in ascesa figurerebbe anche Paolo Alberti, Executive Vice President della divisione Wholesale di Luxottica, molto stimato da Del Vecchio. Di fatto però la caccia al super amministratore delegato del gruppo non sarebbe ancora arrivata al termine. Negli scorsi mesi sarebbero stati sondato diversi manager, tra cui il dg della divisione Usa di Chanel, John Galantic, e il numero uno di Campari Bob Kunze Concevitz, ma senza esito, così come Marco Bizzarri di Bottega Veneta. Qualcuno riferisce che sarebbe stato sondato anche Vittorio Colao. Il punto, però, è che le ultime vicende hanno complicato un quadro già complesso.

Sullo sfondo, invece, almeno una questione sarebbe stata sistemata: si tratta del riassetto di Delfin, la finanziaria a cui fa capo il 61,3% di Luxottica. Come riferito ieri dal Sole24 Ore, la holding in tempi stretti delibererà un aumento di capitale riservata a Leonardo Del Vecchio, oggi in possesso solo dell'1,7% in piena proprietà e usufrutto sull'intero capitale sociale. La ricapitalizzazione dovrebbe essere tale da portare nelle mani del fondatore di Luxottica il 25% di Delfin, un pacchetto che sarebbe poi girato in seconda battuta alla moglie Nicoletta Zampillo. In questo modo verrebbe così rispettata la «legittima», nonostante le resistenze dei figli, con Claudio Del Vecchio in prima linea. Ma soprattutto in questo modo viene eliminato quel fattore di incertezza, che iha pesato anche direttamente su Luxottica, legato soprattutto a un eventuale scontro tra gli eredi.

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