Il ballo delle materie prime: dal petrolio al caffè, tutte le commodities sotto stress
Con un calo del 60% dalla scorsa estate il petrolio è senza dubbio la materia prima più ballerina del periodo. Ma non è l'unica. Anche il rame è finito sotto stress e, un po' a sorpresa, anche il prezzo del caffè e del maiale
3. L'oro è al top da metà ottobre

Il prezzo dell'oro tocca i massimi da metà ottobre. Ieri ha raggiunto nel corso delle contrattazioni intraday un picco a 1.243 dollari l'oncia (per chiudere poi sotto 1.240). Nell'ultimo mese il valore del metallo giallo si è apprezzato del 5%, in controtendenza rispetto alla rotta negativa intrapresa nel 2013 (-28%) e confermata lo scorso anno (-1,5%) dopo 12 anni di forte crescita che avevano portato il prezzo dell'oro in area 2mila dollari.
I prezzi del lingotto sono in rialzo in particolare per effetto delle rinnovate attese che i salari stagnanti negli Usa impediscano alla Federal Reserve di alzare i tassi di interesse nella prima metà dell'anno. Infatti prima che la Fed possa tornare ad alzare i tassi (il governatore Yanet Yellen ha praticamente escluso che questo possa accadere prima di aprile) si attendono dati più confortanti sul fronte degli stipendi pagati ai lavoratori statunitensi. È vero che a dicembre il tasso di disoccupazione negli Usa è sceso al 5,6% (soglia in linea con l'ipotesi di una stretta da parte della Fed) ma è anche vero che i salari sono diminuiti dello 0,2% su base mensile, segnando il più forte calo dal 2006. Un quadro complessivo che non dà quindi alla banca centrale degli Stati Uniti carta bianca per varare una stretta monetaria.
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