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Questo articolo è stato pubblicato il 16 giugno 2015 alle ore 09:16.
L'ultima modifica è del 16 giugno 2015 alle ore 22:09.

L’incertezza sull’esito della crisi greca risparmia per un giorno i listini continentali che chiudono gli scambi in leggero rialzo (qui i principali indici di Borsa continentali), con chiusura in segno positivo anche per Wall Street. Dal recupero è rimasta esclusa la piazza di Atene che ha chiuso gli scambi con un altro tonfo (-4,7%). Il tracollo registrato nelle ultime tre sedute è il peggiore dalla vittoria di Tsipras alle elezioni di gennaio.
Nella prima parte della seduta si sono viste forti vendite titoli di Stato dei Paesi periferici accompagnate da acquisti sui più «solidi» Bund tedeschi secondo il classico copione della fuga dal rischio. Questo ha avuto l’effetto di far impennare il differenziale Bund-BTp con una fiammata oltre quota 160 punti (qui il grafico dello spread). Poi però questo movimento si è riassorbito e il differenziale è tornato sui livelli dell’apertura. Anche in questo caso il recupero non ha interessato i titoli greci con il rendimento biennale volato al 29 per cento.
Gli investitori intanto fanno i conti con le dichiarazioni delle parti in causa che non lasciano presagire nulla di buono. Intanto, secondo quanto riportato dal Financial Times, si starebbe delineando la possibilità di un vertice straordinario dei governi dell’Eurozona per discutere della crisi greca da convocare domenica.
Sul fronte dei dati macroeconomici intanto sono arrivate brutte notizie dall’indice di fiducia tedesco Zew sceso a giugno a 31,5 punti dai 41,9 punti di maggio. Un calo superiore a quanto messo in conto dagli analisti che avevano stimato 37,1 punti. Ripercussioni si sono viste sui corsi della moneta unica (qui il grafico dell’euro-dollaro).
L’impasse su Atene ha in qualche modo offuscato la notizia positiva, arrivata in avvio di contrattazioni, del via libera della Corte europea a programma Omt (il cosiddetto scudo anti-spread). Secondo la Corte il piano annunciato dalla Bce nel 2012 e unanimemente considerato come la mossa che ha impedito l’implosione della moneta unica è in linea con il diritto comunitario e «non eccede i poteri della Bce».
A Wall Street, il Dow Jones sale dello 0,63% a 17.903,54 punti, il Nasdaq avanza dello 0,51% a 5.055,55 punti, mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,6% a 2.096 punti. Oggi inizia ufficialmente il direttivo di due giorni della Federal Reserve. Un vertice da cui gli investitori di tutto il mondo attendono indicazioni sui tempi di un rialzo dei tassi di interesse.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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