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Questo articolo è stato pubblicato il 30 agosto 2011 alle ore 14:41.

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La preferenza di Hewlett-Packard va alla riorganizzazione strutturale del business dei computer, attraverso lo scorporo della divisione Personal Systems Group, e non alla vendita di quest'ultima. Registrata nei giorni scorsi la smentita di Samsung (che rumors taiwanesi davano interessata ai pc di Hp), i portavoce del produttore californiano hanno fatto sapere ieri, tramite l'agenzia Reuters, che lo spin off dei pc è allo stato attuale la strada che più interessa alla compagnia, fermo restando l'intenzione di trovare strategiche alternative all'attuale gestione di questo ramo (strategico dal punto di vista del fatturato) di attività.

Il messaggio che arriva dal quartier generale di Palo Alto è in sintesi quello di voler tutelare al meglio gli interessi di azionisti, clienti e dipendenti (questo l'ordine utilizzato dalle spokeperson) e l'ipotesi spin off sarebbe per l'appunto la soluzione migliore. La decisione definitiva di Hp, come emerso subito dopo la comunicazione "shock" del 18 agosto, dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno e il processo di riorganizzazione della divisione Psg richiederebbe fra i 12 e i 18 mesi.

Tempo per tornare sulle posizioni espresse nelle ultime ore quindi ci sarebbe anche se è non è escluso, come del resto ha fatto capire a chiare lettere il numero uno di Hp Psg per Regno Unito e Irlanda, che anche la produzione possa essere mantenuta tale e quale ad oggi, seppur gestita da un'azienda separata. Ciò che resta poco chiaro sono invece le modalità dello spin off, se cioè Hp intenda portarla fuori dalla società la divisione come blocco unico e indivisibile, oppure se sia disposta (con tutti i rischi del caso) a considerare anche la frammentazione della stessa fra più partner o acquirenti.

L'analisi che i vertici della società dovranno necessariamente portare a termine in tempi brevi per mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro di un'operazione che interessa anche la piattaforma WebOs ereditata da Palm e la presenza del marchio nel settore degli smartphone e dei tablet appare in ogni caso complessa. Secondo alcuni esperti, è molto probabile che alla fine il clamoroso abbandono del mercato pc non si concretizzi – la posizione di leader mondiale assicura ad Hp dei vantaggi indiretti non di poco conto – ed è invece certo il fatto che l'azienda ha bisogno di sviluppare maggiori margini con i computer.

Quanto al timore (lecito) che i consumatori e le aziende possano iniziare a guardarsi attorno per trovare delle alternative ai notebook e ai desktop marchiati Hp, gli uomini del marketing di Palo Alto hanno pensato bene di sfruttare il sito ufficiale per rassicurare i clienti, esortandoli a non smettere di comprare i prodotti a catalogo e a non preoccuparsi della qualità degli stessi in futuro. L'assistenza tecnica post vendita sarà sempre e comunque garantita a norma di legge, così recita la nota pubblicata dalla società, anche nel caso in cui la divisione pc venga ceduta e passi in altre mani (obbligo che del resto si accollò Lenovo quando acquisì la divisione computer di Ibm).

Ribadire il concetto che Hp non è uscita o sta per uscire dal business dei pc e che le parole del Ceo Leo Apotheker sono state mal interpretate fa ovviamente parte del gioco. Ma che per i vertici di Palo Alto ci sia l'esigenza di dare risposte concrete e trasparenti alla comunità finanziaria e al mercato in merito ai possibili sviluppi della questione è altrettanto evidente.

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