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Questo articolo è stato pubblicato il 09 settembre 2011 alle ore 18:52.

In arrivo l'eredità di Novell
Dicembre 2011. La casa di software Novell aveva venduto i suoi 822 brevetti a 450 milioni di dollari. Ovvero, a 547mila dollari l'uno. Poi però, a giugno, un pool di sei società guidate da Apple e Microsoft ha comprato i 6mila brevetti del fallimento Nortel alzando la posta fino a 4,5 miliardi di dollari, pur di tenere Google alla larga: fanno 750mila dollari a brevetto. Indistintamente, senza tenere conto del loro grado di sfruttabilità. Sarà una bella partita: fra i brevetti Nortel ce ne sono 105 che vengono ritenuti vitali per lo standard Lte (di fatto il 4G dei cellulari). Nokia ne ha 57 e Ericsson altre 14.

Il bottino dell'operazione Google-Motorola
Google ha comprato Motorola Mobility pagandola 12,5 miliardi, con un generoso premio del 63% sul prezzo di Borsa. Motivo: Motorola ha in pancia 17mila brevetti, più altri 7.500 in via di autorizzazione. Dodici miliardi e mezzo diviso 24.500 brevetti, fa "soltanto" 510mila dollari a brevetto. «Con l'acquisizione di Motorola – sentenziano gli analisti di Frost & Sullivan in un report – Google ha comprato un portafoglio di brevetti e si è trovata con un'azienda di telefoni in regalo».

Huawei si fa valere
Lo scorso aprile Huawei e Motorola hanno raggiunto un accordo: il gruppo cinese aveva intimato di non passare alcuna sua proprietà intellettuale a Nokia Siemens, che ha recentemente acquistato il business "reti" da Motorola, che aveva da tempo un accordo di licensing con Huawei. Non ci sono dettagli, ma pare chiaro che i cinesi hanno ottenuto un pagamento. Senza contare che la corte ha ingiunto a Motorola di non rivelare i brevetti Huawei.

Nel mirino c'è anche Kodak
Ora che le pellicole fotografiche non tirano più, la Kodak ha cercato di monetizzare almeno i suoi brevetti. Dopo aver già raggiunto un'intesa economica con LG e Samsung, la casa americana aveva perso la partita contro Apple e Rim. E invece, pochi mesi fa, un giudice della Itc americana ha ribaltato la partita a favore di Kodak. In teoria, gli iPhone e i Blackberry dovrebbero far sparire la telecamera incorporata. Ma la partita è appena iniziata.

Microsoft fa causa «App Store»
Dopo il successo dell'App Store, il negozio dove si comprano le applicazioni per iPhone e iPad, la Apple ha cercato di registrare non il brevetto, ma il nome commerciale – o trademark – «App Store». La Microsoft ha fatto eccezioni in tribunale, sostenendo che si tratta di un nome troppo generico per essere registrato. La contesa è ancora aperta: all'ultima udienza, la Microsoft ha chiesto che l'ultima memoria di Apple venisse stralciata perché... scritta con un carattere più piccolo del corpo 11 «legale».

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