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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2012 alle ore 13:01.

Il walkman Nw-A1200 di Sony citato in via indiretta dal giornalista Kenji Hall in un'intervista del febbraio 2006 per BusinessWeek ai product designer di Sony Takashi Ashida e Yujin MorisawaIl walkman Nw-A1200 di Sony citato in via indiretta dal giornalista Kenji Hall in un'intervista del febbraio 2006 per BusinessWeek ai product designer di Sony Takashi Ashida e Yujin Morisawa

Apple chiede sanzioni: nel mirino è una dichiarazione inviata dai legali di Samsung attraverso posta elettronica, durante il processo giudiziario per accertare se il gruppo coreano abbia infranto brevetti che tutelano iPhone. Si tratta di una vicenda che inizia con una decisione del giudice Lucy Koh del tribunale californiano di San Jose.

Ha affermato che non ammetterà come prove le immagini dei prototipi di smartphone elaborate da Samsung prima del 2007, anno del debutto di iPhone, perché non sono state presentate in tempo. E ha aggiunto di aver respinto almeno per la terza volta le richieste provenienti dagli avvocati dell'azienda di Seul. Che, in seguito, hanno inviato un messaggio email: segnalano, appunto, di non aver potuto mostrare alla giuria le prove sul design pre-iPhone. È stata una comunicazione ripresa da quotidiani e blog. Gli avvocati di Apple, allora, hanno valutato un giro di vite: in una lettera indirizzata al giudice Koh sostengono che con l'email si voleva influenzare in modo indiretto la giuria attraverso i media. E hanno chiesto, quindi, sanzioni.

È in un documento di fine luglio, sottoposto all'esame del tribunale di San Jose, che i legali di Samsung mostrano il design dei prototipi di smartphone risalenti all'estate 2006: ricordano che erano in linea "con le tendenze di mercato di una dimensione sempre più grande del display". E chiariscono come fossero forme semplici, rettangolari e arrotondate con un grande schermo e un bottone centrale. Aggiungono che uno dei rendering diventerà poi il Samsung F700. Sostengono inoltre che Apple si sia ispirata a sua volta a Sony. Citano un'intervista del febbraio 2006 a BusinessWeek dove un giornalista, Kenji Hall, discute con due product designer di Sony, Takashi Ashida e Yujin Morisawa. E, durante la conversazione, in una domanda il reporter dice che il gruppo giapponese aveva varato una serie di walkman. Nel dialogo si fa riferimento anche alla tradizione di una filosofia che predilige l'eliminazione di ornamenti eccessivi.

L'intervista sarà letta dai manager dell'azienda californiana e poco dopo, a marzo, il gruppo di designer guidato da Shin Nishibori elabora un rendering di smartphone con le parole Sony sulla parte frontale. Ma i legali di Apple per smontare le argomentazioni di Samsung mostrano che nell'agosto 2005 l'azienda di Cupertino valutava il "Purple": aveva una cover bianca e un tasto menu in basso. La giuria ieri ha ascoltato la testimonianza di Christopher Stringer, designer di Apple che per 17 anni ha lavorato ai progetti di iPhone e di iPad. Ha raccontato le difficoltà superate nella progettazione e nella produzione. Charles Verhoeven, avvocato che difende Samsung, ha ricordato che l'azienda coreana investe miliardi di dollari in ricerca e sviluppo.

Il processo riprende in aula venerdi. È un grande spettacolo in diretta. Gli occhi di imprenditori, blogger, appassionati sono puntati su ogni singola frase. E nei social network la discussione avviene in tempo reale per esaminare in modo minuzioso le prove, le strategie degli studi legali, l'impatto sull'immagine delle aziende. Va ben oltre il tribunale di San Jose.

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