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Questo articolo è stato pubblicato il 30 maggio 2014 alle ore 12:24.
L'ultima modifica è del 30 maggio 2014 alle ore 21:42.

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La capsula spaziale Dragon V-2 presentata da SpaceX per il trasporto di astronauti (Afp)La capsula spaziale Dragon V-2 presentata da SpaceX per il trasporto di astronauti (Afp)

"Gorgeous", ossia meravigliosa, stupenda, fantastica, ma forse ancora di più: spettacolare. È stato il commento più diffuso alla conferenza stampa, riservata a pochi invitati ma trasmessa via rete alle 4 di stamani ora italiana, dal quartiere generale di SpaceX, Los Angeles, California. Lì letteralmente è stato alzato il sipario sul Dragon V2, il primo taxi spaziale per portare astronauti americani verso la Stazione spaziale internazionale e riportarli a terra a fine turno.

In una bella, ma tutto sommato contenuta, scenografia il ceo e fondatore di SpaceX , Elon Musk, quello di Paypal e delle auto Tesla, ha presentato la prima capsula spaziale privata abitabile della storia, e l'America tira un sospiro di sollievo, quello che è stato presentato non è un modello a scala 1:1, ma un mezzo praticamente funzionante e già in parte collaudato, ad esempio per la parte di atterraggio. Dragon V-2 libera l'aquila Usa dalla servitù della vecchia, risale al 1967, ma sicura Vostok russa, attualmente l'unico mezzo in grado di assolvere questo compito, peraltro a 70 milioni di dollari a corsa. Dal 2017 la Dragon V-2 farà il suo dovere fino alla Stazione Spaziale e ritorno, su base regolare, ed è un passo significativo dato che le imprese spaziali internazionali in questo momento sono in cattive acque per lo scontro Russia-Occidente sulla questione Ucraina. Minacce di sospendere la collaborazione dopo il 2020 da parte russa e ci sono stati scontri veri e propri via twitter fra Dmitry Rogozin, vice primo ministro della Russia e Musk in persona. Rogozin in tono sprezzante, aveva inviato un tweet dicendo che gli astronauti Usa presto avrebbero dovuto servirsi di un trampolino per andare sulla Iss. La risposta di Musk, anticipata anch'essa via twitter, è arrivata ieri sera.

A seguire la conferenza stampa l'entusiasmo era palpabile e sembrava uscire dallo schermo del pc, a partire da Musk che ha annunciato alla piccola folla festante «Dragon V2 è il primo veicolo spaziale veramente del 21° secolo». E lo dice a ragione, una forma tutto sommato un po' buffa, da palla schiacciata verso l'alto, 6.2 metri di altezza, può portare fino a 7 astronauti, ma alla Nasa ne bastano 4, e 490 chili di carico. Più che un taxi sembra quindi un van per famiglie numerose con vettovaglie bauli e carrozzine nel bagagliaio.
All'interno niente a che vedere con la Vostok anni '60, dove gli astronauti, tutt'ora, devono restare rannicchiati per 48 ore di volo e la strumentazione assomiglia un po' a quella dei film su Marte di quel decennio.

Qui sedili comodi, cinture di sicurezza di tipo automobilistico, schermi al plasma, molta elettronica e, dulcis in fundo, motori di rotta e atterraggio, retrorazzi, prodotti con una stampante 3D per la gioia incontenibile degli innovatori presenti all'evento. Può atterrare dovunque, terra o mare, con la precisione di un elicottero, le prove sono state fatte. Un bel colpo per SpaceX quindi che già porta alla Stazione Spaziale materiale e cibo dal 2012, grazie alla prima versione della capsula Dragon e al potente Falcon 9, razzo vettore che porterà anche la Dragon V-2 e ci guadagna 1.6 miliardi di dollari da Nasa.
Non è l'unica però a darsi da fare, anche altre due aziende private, la notissima Boeing e la Sierra Nevada, stanno sviluppando la loro navetta per il 2017 in un accordo quadro da 1 miliardo di dollari con Nasa. In Europa di aprire il mercato, purtroppo, non se ne parla.

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