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Questo articolo è stato pubblicato il 09 marzo 2011 alle ore 06:41.

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«È stata una scommessa, e l'abbiamo vinta». Mariarita Costanza è un ingegnere elettronico, Nicola Lavenuta invece un perito informatico. Poco meno di quarant'anni la prima, pochi di più il secondo, sono due imprenditori (oltre che marito e moglie) che hanno deciso di non abbandonare la città in cui sono nati, Gravina di Puglia, e lì di fare impresa. La loro Mac&Nil, società che sviluppa e produce dispositivi di rilevazione satellitare, è un piccolo gioiello che ha un portfolio di clienti da tutto il mondo, 2,5 milioni di euro di fatturato annuo e quaranta dipendenti, il 70 per cento dei quali donne e ben oltre la metà laureati.
Ma la strada che in dieci anni li ha portati a questi risultati è stata tutt'altro che in discesa: «Fare impresa nel Sud Italia è quanto mai complesso, soprattutto per chi come noi si occupa di informatica - riflette Costanza, che è a capo dell'azienda -. C'è un deficit di mentalità non solo nelle persone ma anche negli attori istituzionali e nei diversi soggetti con i quali devi avere a che fare. Quando nel 2000 ci presentammo in banca per chiedere un prestito con il quale cominciare la nostra attività, ci dissero che il mutuo non si ripagava con le buone idee e dovemmo dare come garanzia la casa dei miei suoceri. Non avevano preso assolutamente in considerazione il fatto che fossimo due giovani con un progetto innovativo in grado di dare dei buoni risultati».
E con essi creare ricchezza e posti di lavoro in un'area depressa: «La scelta di restare a Gravina è stata molto sofferta - spiega Lavenuta -: io avevo lavorato in Emilia Romagna e ne conoscevo le potenzialità dal punto di vista professionale, Mariarita Costanza invece aveva come sbocco naturale per i suoi studi le grandi aziende del Nord. Nonostante questo abbiamo scelto come base per l'azienda una città di 40mila abitanti nella provincia pugliese: senza però confinarci qui ma, con molta fatica e molte risorse, aprendoci al resto del mondo».
Una formula grazie alla quale sono arrivati i primi successi e che hanno consentito alla Mac&Nil di crescere e strutturarsi: «Oggi ci arrivano curricula da ogni parte d'Italia, di cui moltissimi da giovani laureati lombardi, piemontesi e veneti - concludono i due - disposti a trasferirsi qui a Gravina per lavorare con noi. E aggiungersi agli altri ragazzi che nel tempo sono stati assunti e insieme con i quali abbiamo dimostrato che si può fare impresa di successo anche qui da noi, nella Silicon Valley pugliese, molto lontano dal Nord Italia».
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