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Questo articolo è stato pubblicato il 30 marzo 2011 alle ore 08:10.
L'ultima modifica è del 30 marzo 2011 alle ore 07:55.

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L'Italia ha messo in campo negli ultimi quindici anni 21 miliardi di euro per realizzare metropolitane, tranvie, reti ferroviarie urbane e altri sistemi di trasporto di massa non su gomma. Circa 8,8 miliardi con la legge 211/1992 e 12,1 miliardi nella cornice della legge obiettivo, con copertura del 60% a carico dello Stato e il 40% degli enti locali.
Una massa di risorse che resta ancora in gran parte non spesa (solo 1,7 miliardi di opere completate e 7,1 miliardi di lavori in corso), a causa di ritardi nella progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, e che dunque non è stata in grado di colmare il ritardo del nostro Paese rispetto all'Europa.

Il quadro emerge dal recente rapporto Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) su «Il trasporto urbano su rotaia in Italia». Solo l'11,6% degli spostamenti urbani in Italia è fatto su mezzi pubblici, mentre l'88,4% è su mezzi privati. Tra chi utilizza i mezzi pubblici nelle grandi città solo il 36,5% usa mezzi su ferro.

Ma è il confronto internazionale a essere molto penalizzante. In Italia sono attivi 162 chilometri di metropolitane rispetto ai 350 km della Francia, 504 del Regno Unito, 543 della Spagna, 747 della Germania. I 36,6 km di Roma (Milano ne ha invece 74,6) sono inoltre superati dagli 81 km di Amsterdam, 65,3 di Vienna, 55 di Praga, 44 di Bruxelles.

Il confronto è negativo anche se si considerano le linee ferroviarie suburbane, che sono in Italia 591,7 km contro i 684 della Francia, i 1.392 della Spagna, i 1.634 del Regno Unito, i 2.034 della Germania (dati Pendolaria, Legambiente).

Secondo la Corte dei conti – che nel 2010 ha approvato una relazione sui «sistemi di trasporto rapido di massa» – «il ritardo dell'Italia rispetto agli altri paesi europei è rilevantissimo. Ciò si deve in parte alla non sufficiente quantità di risorse impegnate. Il sistema del trasporto rapido di massa urbano soffre di una mancanza di scelte strategiche e, al tempo stesso, di un eccesso di regolamentazione».

Circa l'entità delle risorse, il rapporto Pendolaria di Legambiente sottolinea come negli ultimi dieci anni il Governo abbia finanziato direttamente con la legge obiettivo solo 1,7 miliardi di euro per le metropolitane, rispetto agli 8 miliardi dati a strade e autostrade e i 587 milioni alle ferrovie. A questo si sono aggiunti fondi privati per le autostrade, facendo salire il totale a 35,5 miliardi (70% del totale), 6,3 miliardi di altri fondi statali per le ferrovie (totale a 6,9 miliardi, 13,7%) e 6,5 miliardi di altri fondi (in gran parte pubblici) per le metropolitane, per un totale di 8,2 miliardi (il 16,2%). (A.A.)

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