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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2011 alle ore 11:12.

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Baghdad sceglie le giostre veneteBaghdad sceglie le giostre venete

Il più importante progetto legato al turismo e al divertimento in Iraq porta la firma di Zamperla, società di Altavilla vicentina con un organico di circa 150 addetti, un fatturato 2010 superiore ai 45 milioni ed esportazioni pari al 95% dell'avanzatissima tecnologia prodotta nel settore delle giostre.

La nuova cittadella del tempo libero sorgerà nel cuore si Baghdad, vicino alla "Green zone", su un'area di 400mila metri quadri, la metà dei quali occupati da un lago artificiale. Il parco divertimenti, su 60mila metri quadri, comprenderà negozi, ristoranti, un hotel a 4 stelle e un centro commerciale. Zamperla ha lavorato negli ultimi due anni al progetto curando sia la fornitura delle attrazioni che il design di tutte le infrastrutture grazie a un team di lavoro costruito ad hoc per l'occasione. L'apertura della prima fase del parco, che prevede un'area dedicata alle famiglie con 17 attrazioni, è fissata per l'autunno 2011.

«Il progetto Sindbad Land a Baghdad è il chiaro esempio della funzione "sociale" svolta dai parchi di divertimento, luogo di aggregazione per famiglie e di evasione dalla realtà contingente, non sempre facile – spiega il presidente Alberto Zamperla – Ricordo ancora la foto pubblicata qualche anno fa su una rivista estera che ritraveva un gruppo di ragazzini di Kabul sorridenti a bordo di una rudimentale giostra messa assieme, dopo l'arrivo degli americani, con i bossoli dei cannoni. Un parco divertimenti inoltre è un vero e proprio motore di sviluppo perché genera posti di lavoro e crea un indotto per tutta la zona».

Zamperla è il nome di punta di un distretto, quello veneto della giostra, che conta 103 aziende (68 sono della provincia di Rovigo, concentrate nei comuni di Bergantino e Melara) con circa 900 addetti e un fatturato complessivo che supera i 90 milioni, per un valore dell'export attorno al 70% nei mercati prevalentemente europei e americani.

Un settore composito che oggi si misura sulla sicurezza: «Se parliamo di giostra spaziamo dalla produzione della vetroresina alla carpenteria meccanica fino all'illuminotecnica e agli studi di progettazione – spiega Alessandro Monini, direttore della Cna di Rovigo – La sicurezza dell'utente è da sempre al centro dell'attenzione, e ora con un piano studiato insieme ad Inail Veneto e all'università Ca' Foscari puntiamo a ridurre complessivamente i costi complessivi legati a infortuni, incidenti o malattie sul posto di lavoro». Il progetto si chiama "Un giro in giostra per la sicurezza", e coinvolge una trentina di imprese: avviato lo scorso marzo, lo studio si concluderà nel dicembre 2012 ma i risultati di un primo monitoraggio saranno disponibili entro la fine di quest'anno.

Intanto, la Regione Veneto è intervenuta in febbraio con un emendamento alla Finanziaria regionale a sostegno del distretto, che secondo gli addetti ai lavori deve ancora dare i risultati sperati. In sostanza si è deciso di uniformare, semplificandola, la normativa veneta a quella delle regioni confinanti in materia di inquinamento acustico con particolare riferimento agli spettacoli pirotecnici. Le aziende che producono fuochi d'artificio per eventi di alto livello – basti pensare al Redentore a Venezia, affidato alla Parente fireworks di Melara – sono numerose e perlopiù a gestione familiare, nell'area del Rodigino. «La crisi e i tagli ai bilanci degli enti locali hanno provocato una contrazione anche degli ordini – spiega Monini – Giudichiamo positivamente ogni intervento per semplificare le procedure amministrative affinché il sistema della piccola impresa possa essere libero da fardelli burocratici che appesantiscono i conti economici».

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