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Questo articolo è stato pubblicato il 14 maggio 2011 alle ore 08:15.

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BAGNAIA. Dal nostro inviato
In mezzo al guado. Tra carta e web, gli editori sono alla ricerca di un modello di business che riesca a tenere insieme qualità dell'informazione e conti aziendali. Due i principali nodi da sciogliere: come far pagare i contenuti online, dopo aver abituato per anni il pubblico alla gratuità; e riuscire a interessare le nuove generazioni alla lettura di giornali e periodici. Il messaggio che arriva dalla prima giornata del convegno "Crescere tra le righe", appuntamento biennale organizzato nel borgo di Bagnaia, alle porte di Siena, dall'Osservatorio permanente giovani-editori presieduto da Andrea Ceccherini, è positivo: 750mila nuovi lettori di età tra 14 e 19 anni per la carta stampata, dal 2001 a oggi in Italia, grazie al progetto "Il quotidiano in classe" (che coinvolge oltre 1,8 milioni di studenti in tutto il Paese) e la convinzione dei maggiori gruppi editoriali nazionali di potercela fare, puntando su multimedialità, specializzazione e qualità dell'informazione, anche se la crisi del settore non è ancora del tutto alle spalle. A fare la differenza sarà la qualità, ha ricordato in apertura di giornata Giancarlo Cerutti, presidente del Gruppo 24 ORE: «Per sopravvivere – ha spiegato – i giornali dovranno caratterizzarsi e puntare sugli approfondimenti, l'integrazione tra carta stampata e web è una direzione obbligata. La credibilità sarà decisiva e la forza di affrontare in profondo i problemi contribuirà anche alla crescita della democrazia». Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs Mediagroup vede per la carta stampata «un ruolo in prospettiva più di nicchia ma sempre strategico».
«Non esiste un modello unico – spiega Donatella Treu, a.d. del Gruppo 24 Ore –, dobbiamo fare sperimentazione e sarebbe sbagliato applicare schemi vecchi al web, dove gli utenti cercano accuratezza e diversità di contenuti. Il Sole 24 Ore lo sta facendo con successo nell'informazione professionale, dove però servirebbero modalità di pagamento meno rigide».
Anche per Antonello Perricone, a.d. di Rcs Mediagroup, per i giornali a «fare la differenza sarà la qualità dei contenuti, mentre i nuovi modelli di business online richiedono capacità innovativa e flessibilità». Andrea Riffeser Monti, amministratore delegato di Poligrafici editoriale, è convinto che sarà proprio la tecnologia a indicare la strada giusta: «Nel 2013 ci saranno nel nostro Paese 2 milioni di iPad – ha detto – una prospettiva interessante anche per la carta stampata, grazie alla valorizzazione dei contenuti determinata dalla nuova modalità di lettura». Più critico Paolo Panerai, editore di Class: «C'è un equivoco da risolvere, perché oggi qualcuno sostiene le spese di ciò che leggiamo, mentre a trarne profitto sono altri», ha sottolineato alludendo al caso Google.
Ai 200 studenti che affollavano la sala congressi di Bagnaia, insieme a una quarantina di docenti (sui 44mila coinvolti nel progetto del Quotidiano in classe), Ceccherini ha annunciato la creazione di un "portale dei giovani italiani" che, dal prossimo anno scolastico «proverà a dare voce a una generazione che rischia di essere tagliata fuori dal Paese. Troppi giovani, quasi il 59%, vogliono lasciare l'Italia, per studio o per lavoro – ha detto il presidente dell'Osservatorio –. Come dare spazio a questi ragazzi? Creando opportunità e introducendo sul mercato criteri di meritocrazia: indignatevi, chiedete la giusta attenzione, abbiate coraggio nella vita». E di concorrenza ha parlato James Murdoch. «L'Italia, dove abbiamo investito 10 miliardi di euro in questi anni, può essere tra i protagonisti dell'era digitale – ha detto il presidente e amministratore delegato di News corporation International -. Ma serve un mercato del lavoro meno rigido e un grado di competizione più elevato». La mancanza di spazi (e di posti lavoro) influenza il disagio giovanile al punto che, secondo l'indagine Eurisko presentata dall'amministratore delegato Remo Lucchi, il 73% nella fascia di età 14-24 anni si dichiara molto o abbastanza preoccupato. «Sarei favorevole a forme di defiscalizzazione per il lavoro giovanile», ha suggerito Corrado Passera, a.d. di Intesa Sanpaolo, che ha sottolineato come il livello reale di senza lavoro tra le nuove generazioni sia purtroppo superiore al 29% ufficiale.
Dal fronte politico – Franco Frattini, ministro degli esteri, che ha chiuso la giornata; la presidente del Pd Rosy Bindi e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi – è arrivata la testimonianza che i new media non sono una prerogativa giovanile. «Ma attenti alla disinformazione dei regimi totalitari attraverso Internet», ha detto Frattini.
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I PROTAGONISTI
James Murdoch Presidente News Corp. International
«L'Italia può essere tra i protagonisti
Antonello Perricone Ad Rcs MediaGroup
«Innovazione e flessibilità cruciali per i nuovi business»
Giancarlo Cerutti Presidente Gruppo 24 ORE
«Qualità e credibilità le vie dei quotidiani per la sopravvivenza»
Donatella Treu Ad Gruppo 24 ORE
«Occorre sperimentare, sul web i vecchi schemi non funzionano»

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