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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2011 alle ore 06:40.

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ROMA
Il ministero dello Sviluppo economico ha formalizzato agli operatori telefonici la proposta sulla società mista per la rete di nuova generazione. Le compagnie hanno una settimana di tempo per integrarla con le loro osservazioni, poi il ministro Paolo Romani potrebbe convocare gli amministratori delegati per definire i punti più "politici" ancora aperti. Con la riunione di ieri il comitato esecutivo che lavora all'Ngn ha avuto un'accelerazione dopo le lunghe polemiche, gli scontri, le fasi di stallo degli ultimi mesi.
Dal tavolo Ngn, presieduto dal capo dipartimento del ministero Roberto Sambuco, emerge l'idea di una sperimentazione. Si punta a sei città. Un test pilota che sarà effettuato in una città della Lombardia – anche per coordinare il progetto con l'iniziativa regionale già avviata sul tema Ngn – e in almeno quattro città selezionate sulla base di criteri dimensionali (città di medie dimensioni) e sulla base di programmi regionali (tra le possibili candidate ci sono Salerno e Siracusa). Il test dovrebbe partire entro i prossimi tre mesi e vedere realizzati i lavori entro aprile 2012.
La società
Il nuovo veicolo si chiamerà FiberCo. Dovrà garantire la copertura di almeno il 50% delle unità immobiliari (Ui) italiane in fibra ottica end-to-end entro il 2020. Previsto il principio di sussidiarietà ma con modalità diverse rispetto a quanto previsto originariamente. FiberCo non interverrà nelle aree comunali per le quali gli operatori hanno piani di investimento certi. In particolare, per ogni area comunale esclusa dai piani FiberCo, i gestori dovranno impegnarsi a coprire nel quinquennio successivo il 50% delle unità immobiliari e dovranno subire una verifica annuale. L'architettura delle infrastrutture passive sarà ibrida, compatibile con le tecnologie Gpon e P2P.
La proposta del Mise punta inoltre a un passaggio ben scadenzato dal rame alla fibra. Lo switch-off, infatti, viene inteso come impegno da parte degli operatori a migrare su fibra le linee in rame di tutti i rispettivi clienti entro un determinato periodo di tempo. Sarà, in sostanza, una migrazione coatta e non "market/demand driven". Possibili penali a riduzione dell'incentivo alla migrazione (previsto in questo fase in 210 euro per Ui) in caso di ritardi.
Telecom
A Telecom andrà un indennizzo per singola linea migrata (anche con azioni FiberCo). Ci saranno due opzioni di conferimento della rete in rame in FiberCo. A fronte del conferimento, verrà riconosciuta a Telecom Italia una partecipazione al proprio capitale da quantificarsi sulla base della valorizzazione del ramo d'azienda rame conferito e dell'equity di FiberCo. Prevista una call option in base alla quale Telecom potrà acquistare FiberCo una volta completata la migrazione da rame a fibra. Se Telecom raggiungesse il controllo a seguito dell'indennizzo o del conferimento del rame, gli azionisti di minoranza potranno uscire dal capitale. Restano da approfondire alcuni punti, a partire dalla governance. Si stabilisce, però, che fino all'acquisizione di FiberCo da parte di Telecom, la guida della società sarà di natura pubblica.
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