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Questo articolo è stato pubblicato il 30 giugno 2011 alle ore 06:41.

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TREVIGLIO. Dal nostro inviato
Sulla vendemmia francese sventola il tricolore. Dopo lo storico sorpasso del vino nazionale su quello transalpino, passa in mani italiane Grégoire, leader mondiale nelle macchine vendemmiatrici. A realizzare il colpo, da Treviglio, è Same Deutz-Fahr, quarto gruppo globale nei macchinari agricoli, reduce da due anni complessi e ora in forte ripresa: i ricavi crescono a doppia cifra, con un target oltre il miliardo nel 2011, mentre sono ripartite le assunzioni.
«Quando abbiamo riaperto a nuovi ingressi – spiega l'ad Lodovico Bussolati – mi sono detto: finalmente siamo fuori dal tunnel». Bussolati guarda con soddisfazione la linea di montaggio di Treviglio, che ora lavora a pieno regime. Da qui, solo pochi mesi fa, nel pieno della crisi, uscivano appena 50 trattori al giorno. «Oggi sono quasi 80 – spiega – e riusciamo appena a soddisfare la domanda». Ripresa robusta, quella del settore, che rilancia Same nei conti e nell'organico. Nei primi cinque mesi i ricavi crescono del 22,5% e il target 2011 è oltre quota un miliardo, dagli 855 milioni del 2010. Per far fronte alla nuova domanda gli addetti nel corso dell'anno sono già saliti di oltre 300 unità, altre 100 verranno aggiunte a breve per potenziare l'area vendite, marketing e ricerca. «Possiamo investire – spiega l'ad – anche perché siamo riusciti a ridurre di 50 milioni annui il livello strutturale dei costi». Tagli sui manager, spiega l'ad, sulle trasferte, sui costi indiretti, persino sulle fotocopie. E un colpo di scure sulle consulenze. «Questo carrello – indica Bussolati mentre visitiamo la linea produttiva di Treviglio, primo sito del gruppo con 1.300 dipendenti – è frutto del nostro lavoro sulla lean production. Prima c'era un indistinto magazzino lungo la catena, ora per ogni fase produttiva l'operaio riceve in tempo reale solo i pezzi che servono per quella specifica fase». Lean production "autarchica" quella di Same, fatta senza guru, con competenze interne e l'innesto di manager poi rimasti in azienda ad occuparsi a tempo pieno di ottimizzazione. Così, dopo due anni di sacrifici Same riparte. «Ora la struttura è più snella – spiega – siamo attrezzati per crescere». Con lo shopping, ma non solo. Lo sviluppo principale è per linee interne, con priorità definite. «L'innovazione per noi è cruciale – spiega Bussolati, entrando nella palazzina che raggruppa la ricerca – e abbiamo voluto dedicare alle nostre persone un'area ad hoc». Ci lavorano quasi duecento addetti, in massima parte ingegneri meccanici ed elettronici, sviluppano componenti cruciali come le trasmissioni ma anche prototipi o futuribili "concept", come il trattore ibrido che opera con un motore diesel che ricarica le pile elettriche. «Nella classifica europea della ricerca siamo tra le prime 500 aziende, in Italia nella top trenta» ricorda Bussolati con orgoglio. I risultati sono i nuovi prodotti, ma anche le componenti tecnologiche d'avanguardia, come la trasmissione a variazione continua da 100 e 110 CV o la mappatura satellitare delle vigne che consente un dosaggio automatico dei concimi al passaggio tra i filari. Tra le novità anche l'accordo con Giugiaro, che curerà il design delle cabine per connotare in modo sempre più distintivo i prodotti del gruppo.
«Il piano di investimenti – racconta Bussolati – prevede un impegno di 210 milioni entro il 2015, e tra gli obiettivi c'è soprattutto lo sviluppo oltreconfine». Per realizzarlo, Same ha creato una divisione ad hoc dedicata all'export e utilizza nel concreto i "trampolini" produttivi già esistenti: lo stabilimento tedesco di Lauingen, dedicato all'alta potenza, quello croato di Zupanja per le mietitrebbie, e infine il sito indiano di Ranipet, orientato alla produzione locale e all'export nei paesi limitrofi. A cui si aggiunge ora Grégoire, nella regione francese del Cognac, leader mondiale nelle macchine da vendemmia con una quota globale del 35%. Impianti che Same utilizza anche per sviluppare i percorsi interni di carriera, dove spesso i manager di Treviglio vengono fatti "crescere" con responsabilità più elevate all'estero. Che resta per il gruppo il motore principale dello sviluppo, con l'83% dei ricavi. «Germania e Francia – conclude Bussolati – sono i nostri principali mercati di sbocco, ma stiamo avendo grandi soddisfazioni negli ultimi mesi da realtà diverse come Turchia e Australia. In entrambi i casi, a breve puntiamo al 10% del mercato».
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