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Questo articolo è stato pubblicato il 07 novembre 2011 alle ore 06:40.

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È positivo il rapporto che le imprese più innovative hanno con le Università, sia dal punto di vista della ricerca da sviluppare insieme sia da quello dello "scambio" di risorse, soprattutto laureandi e giovani laureati che ne approfittano per specializzarsi. Lo dicono le aziende che hanno avuto un riconoscimento o sono state finaliste nel premio IXI (Imprese X l'innovazione) che l'estate scorsa ha visto la sua IV edizione.
«Lavoriano da anni con moltissime università italiane», spiega Monica Lucarelli, responsabile commerciale e marketing nell'azienda di famiglia, la Ised spa, circa 140 dipendenti, che dal 1974 progetta, realizza e gestisce sistemi informativi e portali di grandi dimensioni. «Abbiamo legami con gli atenei di Roma (dove è la sede principale di Ised), Firenze, Pisa, Pavia e con l'Istituto nazionale di fisica nucleare – continua –. Parecchi dottorandi fanno stage nel nostro laboratorio di innovazione, e vengono anche persone che fanno il master di ingegneria d'impresa a Tor Vergata. Proprio con Tor Vergata abbiamo relaizzato anni fa la prima piattaforma per un master online, che dà la possibilità anche a chi lavora di conseguirlo. Con l'ateneo di Pavia invece abbiamo messo a punto una piattaforma tecnologica per abilitare le Pmi ad andare all'estero. Il portale www.storevaltellina.it, per esempio, ha messo online 50 produttori della valle, che vendono i prodotti tipici in tutto il mondo».
L'Università di Catania è invece partner privilegiato di Meridionale Impianti, azienda ad alta tecnologia dell'Etnavalley , che fa principalmente installazioni, soprattutto negli stabilimenti destinati alla produzione di semiconduttori. Ma l'azienda – un'altra specializzazione sono le energie rinnovabili – lavora anche con il Politecnico di Milano, il Cnr di Bologna e di Messina, l'università di Tor Vergata e di Firenze e, ultimamente, con Enna. «La nostra collaborazione con gli atenei è su due piani – dice il presidente, Salvatore Raffa –: nei nostri laboratori ospitiamo studenti specializzandi e così riusciamo anche a fare una preselezione delle figure che ci servono. Poi c'è la collaborazione scientifica, sui progetti di rierca. Un esempio per tutti: col Cnr di Bologna abbiamo messo a punto un sistema su cui stiamo lavorando e che consente di depositare uno strato fotosensibile su una superficie flessibile, in pratica una plastica: finora era possibile farlo solo a 400 gradi e questo escludeva la plastica, mentre noi lo faccimao a 100 gradi, dunque possiamo usare quel materiale».
Uno scambio osmotico con l'università è anche quello della Minerva Scpa di Gorizia, azienda attiva nel campo della proggettazione ed erogazione di servizi, che – spiega il presidente Adriano Ruchini – collabora soprattutto con gli atenei di Trieste e Udine, ospitando laureandi (alcuni hanno fatto la tesi proprio sulla Minerva) della facoltà di economia. Ospiti anche studenti del Master in international business. «Io stesso - racconta Ruchini – sono stato chiamato diverse volte a tenere lezioni all'Università, dove ho portato la nostra esperienza».
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