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Questo articolo è stato pubblicato il 04 febbraio 2012 alle ore 08:15.

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Le industrie rispediscono al mittente la proposta di emendamenti dell'articolo 62 del decreto liberalizzazioni avanzata da Federdistribuzione. «Gli emendamenti dei distributori – osserva Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare – di fatto svuotano di contenuto le norme. Per esempio, ai tempi di pagamento di 30 e 60 giorni si vorrebbe aggiungere la libera contrattazione tra le parti, ma questo ci farebbe tornare alla legge del più forte». Ciò detto, Ferrua si dice disposto «a sedersi a un tavolo per correggere alcuni aspetti tecnici, dal bisogno di una norma transitoria alla ridefinizione dei contratti scritti».
L'articolo 62 regola i contratti tra industria e grande distribuzione, impone contratti scritti e pagamenti di 30 giorni per le merci deteriorabili e 60 per le altre. I contratti riguardano 100mila imprese agricole, 7.500 industriali e la gdo. Il decreto liberalizzazioni è in discussione al Senato e giovedì scadranno i termini per l'approvazione degli emendamenti in commissione industria.
Le proposte emendative di Federdistribuzione, Coop e Conad chiedono lo stralcio del comma 2 (divieti di condizioni extra contrattuali e pratiche sleali) ritenuto «poco chiaro e difficilmente applicabile», inoltre sui tempi di pagamento si invoca la direttiva comunitaria che fissa 30 e 60 giorni ma dà la possibilità della contrattazione tra le parti, salvo che per le piccole imprese (le agricole), quelle fino a 10 milioni di ricavi e 50 addetti.
Su quest'ultimo punto Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, sottolinea che «tuteliamo le piccole imprese ma quelle grandi, da P&G a Coca Cola, hanno un peso tale che si difendono da sole». «Dal punto di vista giuridico – interviene Luigi Bordoni, presidente di Centromarca – la discriminazione tra piccole e grandi imprese non sta in piedi» ma riconosce che «l'articolo 62 introduce vincoli superabili se c'è reale collaborazione. Per esempio, la media dei pagamenti è di 70/80 giorni, con punte di 6 mesi ma non ci sarà mai un fornitore che cita in giudizio un cliente».
Giuseppe Brambilla, ad di Carrefour, rinfaccia al governo «di non aver sentito i distributori prima di scrivere le norme. Se passeranno non è detto che saremo costretti ad acquistare i prodotti di marca: i discount ne fanno a meno e vanno bene. Oppure rinunceremo al latte fresco e prenderemo quello a lunga conservazione». Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, approva «le norme che disciplinano i rapporti contrattuali» ma mette in guardia «dall'approvare norme dirigiste». Sopra le parti Cesare Cursi, presidente della commissione industria del Senato: «Abbiamo recepito i diversi punti di vista e certamente l'articolo 62 sarà arricchito da emendamenti. Anche Federdistribuzione ha preso coscienza che si arriverà a una mediazione».
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