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Questo articolo è stato pubblicato il 11 febbraio 2012 alle ore 08:16.

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«Crisi? Incrociando le dita finora ce la siamo cavati e il 2011 è stato il miglior anno della nostra storia». Andrea Barazzoni, ad dell'omonima storica azienda piemontese di pentole, ringrazia soprattutto i mercati esteri, cresciuti lo scorso anno di oltre il 50% e arrivati a pesare per più di un quarto dei ricavi, pari lo scorso anno a 16 milioni. Il suo caso non è isolato ed è riflesso su scala più ampia nelle ultime stime di Anima, associazione della Meccanica Varia, realizzate in un sondaggio sottoposto a 400 aziende.
Le previsioni per il primo trimestre 2012 non sono rosee e gli "ottimisti", coloro che prevedono un miglioramento del fatturato, scendono dal 40% al 28%. Stime meno brillanti anche sugli ordini in arrivo dall'estero, anche se la platea di chi prevede un aumento (il 29%) resta al momento più ampia rispetto a quanti vedono un calo in arrivo (15%).
La crescita dei mercati esteri, seppure rallentata negli ultimi mesi, ha portato tra gennaio e settembre ad un aumento dei ricavi internazionali degli associati Anima del 9,4%. In termini globali, tra gennaio e settembre 2011, le vendite oltreconfine del settore hanno sfiorato i 17 miliardi di euro. L'Europa, che vale il 42% del totale, è la destinazione principale per le nostre vendite estere, al secondo posto l'Asia, con il 22%. Per le aziende della meccanica varia resta la Germania il primo mercato di sbocco, anche se le performance migliori, in termini di crescita, arrivano dal Medio Oriente: l'export verso gli Emirati Arabi è più che raddoppiato, l'Arabia Saudita cresce del 53,1%, la Turchia del 27,9 per cento.
«Istanbul sta tirando alla grande – confessa Andrea Carmeli, vicedirettore delle partecipate estere di Immergas – e la nostra azienda ha raggiunto una quota di mercato superiore al 10%». Immergas, mille addetti e 250 milioni di ricavi nelle caldaie, per il 50% all'estero, ha investito per tempo nel paese, aprendo una filiale diretta dieci anni fa. «È un po' come l'Italia degli anni '60, quando la modernizzazione avanzava e creava nuovi consumi. Dal nostro punto di vista, per noi produttori di caldaie, il motore dello sviluppo è in questo momento la metanizzazione del paese, con un mercato che vale 200mila caldaie all'anno, uno dei maggiori al mondo».
Anche per Immergas, così come per la stragrande maggioranza delle aziende italiane del settore, è l'export a salvare i bilanci, mentre il mercato interno nel migliore dei casi resta al palo.
Situazione confermata dal sondaggio di Anima, molto negativo quando lo sguardo degli imprenditori si sposta sugli ordini nazionali. Appena il 15% delle imprese, infatti, vede commesse interne in miglioramento tra gennaio e marzo, mentre i pessimisti sono il 26 per cento.
«Di soldi ce ne sono in giro pochi – commenta Barazzoni – e le famiglie hanno grandi timori per il futuro. Per il momento a gennaio abbiamo tenuto, ma l'orizzonte è ancora tutto da decifrare».
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IL SONDAGGIO

+9,4%
Export nel 2011
Nei primi nove mesi dello scorso anno le esportazioni delle aziende associate ad Anima, Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine, sono cresciute del 9,4%, vicine a quota 17 miliardi di euro
15%
Ottimisti
Solo il 15% degli intervistati prevede nel primo trimestre del 2012 un aumento del fatturato.
Il dato raddoppia però al 30% prendendo in considerazione i ricavi realizzati all'estero

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