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Questo articolo è stato pubblicato il 09 aprile 2011 alle ore 12:39.

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Accoglienza positiva da parte delle banche al doppio piano, quello al servizio del rifinanziamento Premafin e quello per accordare una moratoria di due anni al debito Sinergia. Il sistema credito, dopo una maratona di incontri durata due giorni, che ha esaminato prima il dossier della finanziaria che controlla FondiariaSai e poi quello della holding di Salvatore Ligresti, sembra aver espresso un primo gradimento di massima alle proposte messe sul tavolo dall'Ingegnere.

Evidentemente, manca ancora un sigillo formale perché si possa parlare di accordo ma l'accoglienza ricevuta dai due progetti fa ben sperare per un'intesa in tempi stretti. Riguardo a Premafin, le banche di fatto devono rendersi disponibili a rinunciare a qualsiasi diritto sui denari che la finanziaria incasserà dalla cessione a UniCredit dei diritti d'opzione per sottoscrivere l'aumento di capitale di FonSai e inoltre devono accettare che il piano di rifinanziamento da 322 milioni torni alle origini, ossia con il rimborso tramite maxi rata nel 2014.

Quanto a Sinergia, alle banche coinvolte, tra le quali Piazza Cordusio, Banco Popolare, Popolare di Milano e Ge, è stato proposto un accordo di stand still dei debiti fino al 2013, anche qui con maxi rata finale dell'ammontare di 60-70 milioni. In più UniCredit dovrebbe mettere sul piatto altri 35 milioni per finanziare l'attività corrente.

Tutto ciò mentre prosegue l'iter per portare a termine la ripatrimonializzazione delle società a valle. Ieri, con un leggero ritardo sui tempi perchè nel documento è stato inserito anche il riferimento all'equity swap tra UniCredit e Premafin su azioni FonSai prorogato al 2013 e che post aumento avrà per oggetto l'1,5% del capitale della compagnia, Piazza Cordusio e la holding hanno presentato il quesito in Consob per ottenere l'esenzione d'Opa. Il deposito è avvenuto nel giorno in cui la finanziaria ha pubblicato anche la relazione al bilancio consolidato 2010. Relazione dalla quale è emerso che Premafin ha svalutato da 19,25 a 18,25 euro le azioni detenute in FondiariaSai con un impatto negativo, sui conti della holding, di 62,5 milioni. Un valore molto distante dai corsi di Borsa (ieri la compagnia ha chiuso a 6,53 euro) ma che la società spiega è stato dedotto a seguito della perizia di un valutatore indipendente nonché «dal prezzo unitario delle azioni FondiariaSai implicitamente incorporato nelle trattative con Groupama».

Dalla relazione è poi possibile evincere la nuova fotografia dei rapporti tra parti correlate dalle quale emerge che la galassia Premafin-FonSai ha sostenuto oneri per 154,3 milioni di euro nel 2010. Rispetto al passato, però, c'è un maggiore bilanciamento con i proventi che essendo stati complessivamente 116 milioni offrono un saldo negativo di 37 milioni (nel 2009 il saldo era stato negativo per 117 milioni). Tra le operazioni da segnalare, come riferito da Radiocor, c'è il credito vantato da Banca Sai, sottoforma di «erogazioni di affidamenti e rapporti di conto corrente» per 19,5 milioni nei confronti di Sinergia e Imco, le principali holding dell'Ingegnere. E piccole operazioni che si aggiungono alla più importante mole di transazioni immobiliari, come i 2,5 milioni pagati da Atahotels alla Icein (controllata da Imco) per arredi destinati a un residence (altri 2,2 milioni sono arrivati da FonSai).

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