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Questo articolo è stato pubblicato il 04 giugno 2011 alle ore 09:36.
di Vittorio Da Rold
I Paesi dell'Eurozona concederanno ulteriori aiuti alla Grecia, oltre ai 110 miliardi già stanziati l'anno scorso, con la partecipazione «volontaria» delle banche creditrici di Atene. Lo ha detto a Lussemburgo il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker dopo aver incontrato il premier greco George Papandreou, aggiungendo che «non ci sarà nessun default e nessuna uscita dall'euro».
Il nuovo piano che si stima sui 60-70 miliardi di euro dovrebbe consentire ad Atene di rinnovare i bond in scadenza nel biennio 2012-2013 (pari rispettivamente a 26,7 e 37,9 miliardi) senza dover accedere al mercato come previsto dal piano del maggio 2010. «La Grecia è determinata a onorare totalmente i propri obblighi», ha ribadito Papandreou al termine dell'incontro con Juncker. Nel frattempo ad Atene la trojka composta da tecnici di Commissione europea, Bce e Fondo monetario internazionale hanno confermato un via libera, ma condizionato, al versamento della quinta tranche di finanziamenti previsti dal piano di aiuti in corso: 12 miliardi di euro che saranno versati a inizio luglio.
Fondi che verranno erogati in base alle «discussioni sui modi di finanziamento» del risanamento della Grecia, cioè nuovi tagli salariali ai dipendenti pubblici per un'altra mensilità, riduzione della soglia di esenzione fiscale da 12mila a 7-8mila euro, aumento delle imposte immobiliari e accorpamento di agenzie pubbliche con licenziamento dei lavoratori in esubero. Nella nota la trojka aggiunge di «aspettarsi una stabilizzazione dell'economia attorno alla fine dell'anno». Il suo via libera era comunque cruciale per ottenere un prolungamento e ampliamento di questo supporto «vitale» poi concesso a Lussemburgo visto che l'Fmi non avrebbe dato più soldi se non avesse avuto rassicurazioni sui finanziamenti per almeno 12 mesi.
Le perduranti tensioni sui titoli di stato ellenici hanno reso impraticabile il parziale ritorno del Paese a rifinanziari sui mercati nel prossimo anno, come previsto dal piano di aiuti originario. Per questo Atene chiedeva un prolungamento degli aiuti, che implicava un aumento della dimensione dell'intervento. Su questo «mi attendo che l'Eurogruppo accetti che alla Grecia sia accordato un finanziamento supplementare - ha detto Juncker- in cambio di condizioni stringenti».
Tra queste condizioni, secondo Juncker, anche la partecipazione delle banche private detentrici di debito ellenico. Partecipazione che tuttavia si farà su base «volontaria», a detta del presidente dell'eurogruppo. «Non ho avuto nessuna informazione e nessuna richiesta», ha detto a questo proposito, Federico Ghizzoni, ad di Unicredit a margine del Consiglio Italia-Usa a Venezia, lasciando tuttavia la porta aperta. «Vediamo, valutiamo se arriva», ha spiegato, salvo aggiungere di non credere che «sia ancora una decisione presa». «Credo che anche in Bce stiano considerando diverse ipotesi e forse anche questa, ma noi non siamo stati informati».
Comunque Ue e Fmi dovrebbero in questo modo estendere i sostegni alla Grecia fino a tutto il 2014, facendo così lievitare di altri 60-70 miliardi di euro l'ammontare totale del piano di aiuti, finora previsto a 110 miliardi in tre anni. Atene per parte sua ha messo sul piatto misure di risanamento supplementari per quasi 80 miliardi di euro fino al 2015, tra privatizzazioni (50 miliardi entro il 2015) ed economie rafforzate di cui 6,8 miliardi nel 2011 e 22 miliardi entro il 2015. Inoltre la Commissione europea è pronta a rafforzare l'assistenza tecnica alla Grecia sul fisco e sulle privatizzazioni. Lo ha dichiarato il commissario Ue Olli Rehn. «Gli ultimi impegni della Grecia sono essenziali per creare le condizioni per una crescita sostenibile».
Rehn ha sottolineato che «l'attuazione effettiva delle riforme strutturali è cruciale specialmente nel settore sanitario, nel mercato del lavoro e nei comparti di energia e trasporti». Infine in mattinata l'agenzia internazionale di rating Moody's ha abbassato il rating di deposito e di debito senior di otto banche greche. L'agenzia ha spiegato che il downgrade degli istituti di credito ellenici «segue il declassamento del rating sovrano della Grecia da B1 a CAA1». Nel dettaglio le otto banche declassate a B3 sono National Bank of Greece, Efg Eurobank Ergasias, Alpha Bank, Piraeus Bank, Agricultural Bank of Greece e Attica Bank. Emporiki Bank of Greece e General Bank of Greece sono state portate a B1.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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