Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 14 gennaio 2012 alle ore 10:03.

My24
L'ultima richiesta dell'Ingegnere: «Lasciatemi i terreni». Nella foto il presidente onorario del gruppo assicurativo Fondiaria-Sai, Salvatore LigrestiL'ultima richiesta dell'Ingegnere: «Lasciatemi i terreni». Nella foto il presidente onorario del gruppo assicurativo Fondiaria-Sai, Salvatore Ligresti

«Io vendo la compagnia, ma voglio tenere i terreni». «Quali terreni?». «Quelli di Fondiaria Sai». «Ma Ingegnere! quei terreni sono stati venduti alla compagnia diversi anni fa, non sono più di proprietà della famiglia». «Forse non avete capito. Va bene l'accordo, ma voglio i miei terreni».
Un'ossessione. Da sempre, più della finanza, per l'Ingegnere la vera passione sono stati i «suoi» terreni e i «suoi» fabbricati. E anche giovedì sera mentre le banche gli sfilavano la controllata FonSai, la sua più grande preoccupazione era rivolta al destino delle proprietà immobiliari, quelle stesse proprietà che con operazioni con parti correlate la famiglia ha ceduto alla compagnia nel corso degli anni. Lui che nel suo ufficio in piazza Repubblica a Milano ha due scrivanie, una per le riunioni e una dedicata alle attività immobiliari, nel corso del vertice decisivo con le banche creditrici e gli advisor ha perfino chiesto al suo autista di portare le planimetrie dei terreni da allegare al contratto di fusione con Unipol.

C'è stato anche questo ad accompagnare la lunga trattativa con cui si è ridisegnata la proprietà di Fondiaria Sai. Del resto, proprio le condizioni poste dalla famiglia Ligresti nell'ambito del piano di riassetto della compagnia sono state al centro del negoziato che ha visto presenti oltre alla famiglia al gran completo (Salvatore e i figli Jonella, Giulia e Paolo) una schiera di consulenti e banchieri: per Unipol il presidente Pierluigi Stefanini (mentre l'ad Carlo Cimbri era collegato in conference call) e il professore Marco Maugeri dello studio Chiomenti, per UniCredit l'ad Federico Ghizzoni e il responsabile corporate e investment banking Vittorio Ogliengo, i vertici di Mediobanca Renato Pagliaro e Alberto Nagel, l'ad di Fondiaria Sai Emanuela Erbetta, per Leonardo & Co il numero uno Gerardo Braggiotti e Matteo Manfredi, l'avvocato Giuseppe Lombardi e l'amico di famiglia Ignazio la Russa (Pdl).

La trattativa si è infatti più volte arenata sulla liquidazione della famiglia. In proposito, Mediobanca sarebbe stata decisiva («Ho detto a Nagel che seguirò i suoi consigli, mi fido di Nagel e Pagliaro», avrebbe detto L'Ingegnere nel corso della serata) per convincere UniCredit ad accettare alcuni paletti posti dal grande vecchio di Paternò. Piazza Cordusio si sarebbe infatti impuntata sulla necessità che tutti i 76 milioni che saranno pagati da Unipol alle holding della famiglia post Opa su Premafin fossero andati a riduzione del debito delle società dell'Ingegnere, esposte per circa 350 milioni. Alla fine si è trovato un compromesso: 30 milioni andranno a ridurre il debito di Sinergia-Imco, mentre circa 46 milioni saranno «liberi» e potranno finire nelle scatole lussemburghesi di casa Ligresti.

Non era la prima volta, del resto, che piazzetta Cuccia e UniCredit non si trovavano allineati sul dossier, complici interessi differenti, dato che Mediobanca è esposta verso Fondiaria Sai (1 miliardo) e Unipol (400 milioni), mentre UniCredit ha finanziato Premafin e Sinergia per circa 700 milioni. In precedenza – si racconta – il piano di riassetto allo studio prevedeva che Unipol controgarantisse l'aumento di capitale di Fondiaria Sai da 750 milioni, entrando dunque direttamente nella compagnia senza passare da Premafin. UniCredit alla fine si è messa di traverso e non se ne è fatto più nulla. Fino, appunto, alla nuova versione del piano che, in un certo senso, soddisfa un po' tutti i creditori. Questo però solo sulla carta. Perché negli ambienti finanziari c'è qualche perplessità sulla reale riuscita del grande polo assicurativo.
Sono diversi gli elementi su cui si giocherà l'effettiva realizzazione del progetto. Intanto, si fa notare, la struttura di Unipol, che è controllata da Finsoe, a sua volta controllata da una decina di veicoli che fanno capo alle cooperative, ricalca a grandi linee la struttura di Premafin-Fondiaria Sai. Come si reperiranno le risorse finanziarie per le Coop (che secondo indiscrezioni potrebbero essere finanziate da UniCredit e Mediobanca)? E, in secondo luogo, in che modo saranno rimodellate le due galassie per creare il nuovo polo assicurativo?

C'è poi, almeno per la compagnia bolognese, il grande rebus sulla situazione finanziaria, perché se è vero che Fondiaria sai è stata la prima ad alzare bandiera bianca, è anche vero che Unipol, a differenza della compagnia dei Ligresti, non ha ancora effettuato alcuna pulizia di bilancio. Toccherà all'Isvap capire se alla fine la nuova compagnia avrà i requisiti patrimoniali in ordine per poter ripartire. Infine c'è il rebus dell'Opa. In realtà il nodo dell'obbligo di offerta pubblica viaggia su due piani distinti. Perché se da un lato c'è una certa convinzione che la Consob darà esenzione dall'Opa su Fonsai e Milano a seguito dell'Opa su Premafin, non è altrettanto scontato che con la fusione non si ponga un nuovo tema di cambio di controllo e dunque di obbligo di offerta. Questo perché Unipol passerà dal 35% iniziale di Fondiaria Sai a oltre il 50% del nuovo agglomerato. Quale sarà la posizione di Consob in merito a questo aspetto?
Insomma il grande polo assicurativo è un puzzle assai complesso. Tanto più che l'intera operazione viaggia parallelemente con il piano di riassetto di Sinergia e Imco. Qui, per le vecchie holding di famiglia, è allo studio la costituzione di un fondo immobiliare.
E c'è chi non esclude che alla fine la famiglia Ligresti possa rientrare in gioco proprio nell'ambito del progetto del fondo, magari andando ad affiancare qualche operatore interessato come Hines. Un ritorno al passato, dunque. Anzi, ai famosi terreni.

Commenta la notizia

Listino azionario italia

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

Principali Indici

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.

Shopping24

Dai nostri archivi