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Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2011 alle ore 15:35.

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Un solo anno di vita ed è già un mercato che promette opportunità enormi. I tablet, per cui si prevede quest'anno una domanda di 70 milioni di unità, non sono solo un fenomeno mediatico, tendenzialmente pro Apple. Sono un segmento che entro il 2015 potrebbe sviluppare un giro d'affari globale di 49 miliardi di dollari.

Queste, almeno, le stime rese pubbliche nelle ultime ore dalla società di ricerca specializzata Strategy Analytics. Telefonini a parte, fanno notare gli analisti, i pc a tavoletta hanno gli attributi per diventare fra quattro anni il terzo più importante mercato, dietro i televisori e i personal computer, dell'intera industria hi-tech. E questo in virtù dei previsti 149 milioni di tablet che si venderanno nel 2015.

Che iPad e simili costituiranno una voce strategica nell'economia del business tecnologico è fuor di dubbio. Più difficile, oggi, delinearne i precisi contorni. Non più tardi di una settimana fa, infatti, Gartner ha disegnato lo sviluppo prossimo venturo della domanda dei media tablet arrivando a stimare, sempre per il 2015, un possibile venduto di 294 milioni di unità. Qual è dunque la reale dimensione di questo mercato? In attesa delle dovute risposte dal campo, sono al momento indiscutibili due elementi. Il primo: i tablet stanno rosicchiando sin d'ora spazio ai pc portatili, e ai netbook in particolare. Il secondo: Apple iOs e Google Android - con Samsung nel ruolo di principale antagonista della società della Mela - sono le due piattaforme operative che si contenderanno la quasi totalità della domanda. Microsoft è al momento tagliata fuori ma c'è chi ritiene (criticando le previsioni di Gartner, che escludono Windows dalla top five dei sistemi operativi nel 2015) che il gigante di Redmond non possa rimanere completamente ai margini di questo business anche in futuro.

Meno evidenti, ed è il succo del dibattito in corso da mesi, sono le tendenze che dovrebbero portare l'iPad a perdere progressivamente lo status di assoluto dominatore di questo comparto (passando dal 69% di share di quest'anno al 47% nel 2015) in relazione alla crescita dei prodotti della concorrenza, dallo Xoom di Motorola al PlayBook di Research in Motion passando naturalmente per il Galaxy di Samsung. Strategy Analytics, in tal senso, conferma in generale come i bacini di utenza più grandi per i vendor di tavolette sono e saranno il Nord America, l'Asia Pacific e l'Europa Occidentale. Quanto sapranno penetrare i diversi mercati le tavolette che non siano l'iPad è ancora tutto da scoprire.

Si diceva della predominanza di iOs e Android. La guerra fra Cupertino e Mountain View sta già conoscendo un fronte importante che è quello degli smartphone – terreno dove il sistema operativo di Google ha scalato i vertici della classifica – e i tablet sono un palcoscenico altrettanto significativo della sfida. Allo scontro frontale, secondo le ultime rilevazioni di ComScore, le due compagnie ci arrivano con una base installata decisamente impari: gli utenti iOs (e cioè coloro che utilizzano attualmente le varie versioni di iPhone e iPad) sono calcolabili in 37,9 milioni, quelli di Android (cumulando anche in questo caso coloro che dispongono di smartphone e tablet basati su questa piattaforma) sarebbero solo 23,8 milioni.

In altri termini, e premesso che tali numeri derivano dalle modalità di utilizzo dei vari dispositivi (navigazione in Rete, download di applicazioni e altro), Apple sarebbe oggi ancora in una posizione di vantaggio rispetto alla rivale e gli utenti iOs sarebbero clienti "migliori" per le media company e per il marchio. Difficile, però, che tale situazione, anche se corrisponde alla realtà, potrà perdurare ancora a lungo. Soprattutto se Android saprà crescere in modo veloce e repentino nei tablet così come ha fatto nei telefonini intelligenti.

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