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Questo articolo è stato pubblicato il 02 dicembre 2011 alle ore 15:06.

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Un binomio tutto tricolore per portare avanti la (complicata) missione dell'innovazione tecnologica "made in Italy". A rendere operativo e produttivo questo sodalizio un'azienda e due figure poco note al grande pubblico. Da una parte E4 Computer Engineering, società emiliana salita alla ribalta per i suoi sistemi di calcolo ad alte prestazioni adottate fra gli altri da centri di ricerca come il Cern di Ginevra (dove l'azienda ha installato circa il 30% delle macchine attive nel data center) e da aziende all'avanguardia in campo hi-tech come la Ferrari. Dall'altra Volunia, il rivoluzionario motore di ricerca nato (nel 2008) dall'intuizione di Massimo Marchiori, docente dell'Università di Padova e soprattutto l'ideatore dell'algoritmo Hyper Search poi acquisito da Google, e di Mariano Pireddu, imprenditore sardo con alle spalle un'esperienza ultra decennale nell'ambito delle telecomunicazioni e di Internet.

Il sodalizio tecnologico tutto italiano ha preso corpo in relazione al fatto che Volunia ha deciso di affidarsi ai supercomputer di E4 per raggiungere quello che è sempre stato l'obiettivo del "search engine" anti Google: e cioè permettere agli utenti di esplorare il web in modo del tutto innovativo. La promessa, ribadita in una nota da Pireddu, va proprio in questa direzione: «Nel momento in cui sveleremo Volunia sarà comprensibile a tutti che non si tratterà dell'ennesimo motore di ricerca, bensì di un nuovo modo con cui vivere il web. Per realizzare questo progetto – ha detto ancora il socio fondatore di Volunia - avevamo anche bisogno di un partner che potesse offrirci non solo un hardware affidabile e di altissimo livello prestazionale, ma che sapesse anche ascoltare le nostre esigenze per tradurle poi rapidamente in prodotti reali».

La scelta è caduta quindi su un fornitore del Belpaese (la concorrenza nei supercomputer annovera colossi come Ibm o Fujitsu) e questa di per sé è già una notizia. Ora non resta che attendere l'avvio della fase beta del progetto e verificare se le qualità del nuovo motore saranno effettivamente superiori a quelle di Google o di Bing. La sfida che vuole vincere Marchiori è quella, come ha avuto di dire di recente il matematico, di mettere in Rete un sistema di ricerca nel Web davvero utile agli utenti e molto diverso dai motori oggi utilizzati da miliardi di internauti. Di sicuro il progetto avrà almeno un cuore tutto italiano.

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