Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 11 dicembre 2012 alle ore 08:12.
«Come un lanciatore di baseball, ho sentito dire». Finse di lanciare una palla a effetto.
«Un lavoro del tutto avvilente».
«Ci credo», disse lui, ignorando quella parola carica di significati, senza preoccuparsi in quel momento dell'associazione tra l'avvilente lavoro di levarsi i vestiti sotto ai riflettori invece che infagottarsi di diversi strati. «Anche tu potresti farlo».
Quell'affermazione le suscitò un riso amaro. «Guarda bene questo profilo. Io sono un maiale, un cane».
Kromer sollevò a "L" il pollice e l'indice, per riprodurre la forma del naso di lei, regale ma anche triste, in un gesto che si era allenato a fare da solo, immaginandosi di appoggiare le dita al profilo del naso. «Io lo scolpirei nell'oro». La citazione veniva da chissà dove, e non l'aveva per niente preparata. Sorprese non solo Kromer, ma anche Renee, abbastanza da risparmiargli una risata di scherno.
«Da non so quanto cercavo un modo di staccarti da Luna», le confessò. «E questo po' di marciapiede tra di voi è il massimo che sono riuscito a ottenere».
Renee abbassò lo sguardo sui propri piedi, poi su quelli di Luna e di Greta, davanti a loro. «C'è sempre il telefono…».
«Ho sentito dire che voi due avete un duplex, o mi sbaglio?». Sperò che la battuta non fosse troppo antiquata per lei.
Le nocche delle loro dita si sfiorarono. Niente di simile a delle mani intrecciate, ma comunque nessuno dei due esclamò «Acci!».
Ma la camminata, sul breve gomito tra Houston e Ludlow, finì presto. L'appuntamento con il suo sacchetto di marijuana imponeva che abbandonassero la dolce notte in favore dei sibili e dei rantoli del riscaldamento nel suo appartamento in quel palazzo senza ascensore. Kromer si trovava nella fase in cui l'amministratore non aveva ancora armonizzato il riscaldamento con la stagione, così che doveva controbilanciare i radiatori roventi con le finestre spalancate. L'aria che era tanto piacevole a livello della strada sembrava ghiaccio che scorreva dentro le finestre al quarto piano. Si sarebbe scusato per averle attirate in una sauna sventagliata da raffiche di gelo, niente di più.
Renee aveva dato un'occhiata ai nastri sugli scaffali, ai nastri ammucchiati in pile disordinate sul parquet sotto alla libreria, e ai nastri sistemati sul ripiano dell'armadio, sopra all'appendiabiti dove Kromer aveva riposto i cappotti? Forse. Kromer aveva intercettato qualche occhiata dell'Invisibile Luna rivolta alle videocassette. Ma era il comportamento di Renee che Kromer avrebbe dovuto notare. Lei cadde in un silenzio assoluto, con le braccia che avevano rinunciato a qualsiasi movimento… ah, se gli isolati di Ludlow fossero stati tutti lunghi un miglio! Greta si sedette con le gambe incrociate sul divano di Kromer e cominciò a rollare delle canne con la sapiente concentrazione e meccanicità di un mago sul palcoscenico, tanto ben allenato da poter distogliere lo sguardo dal gioco di prestigio per fissare il pubblico negli occhi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Permalink
CAMILLO - Cose che non resteranno Il blog di Cristian Rocca
11/10/2014
Pillole di Gommalacca / Perfume Genius
11/10/2014







