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Questo articolo è stato pubblicato il 07 maggio 2011 alle ore 14:53.
Franco Bernabè, presidente esecutivo di Telecom
Le società di internet sono in cima alla lista dei desideri del mercato, mentre le tlc ristagnano verso il basso.
Bernabè. Io dico che le telecomunicazioni torneranno ad essere valutate con tutti i loro asset, con la robustezza delle loro infrastrutture, tutto il resto mi ricorda un po' il periodo della new economy.
Lei sostiene da tempo che operatori come Google, Facebook o Skype e attività come il download "consumano" la rete senza investirci.
Bernabè. È proprio così. Circa il 70% delle nostre risorse di rete sono occupate dal traffico video e dal peer-to-peer. Questi soggetti dovranno iniziare a entrare nell'ottica di investire sulle reti che saturano, ma internet stessa si arricchirà di nuovi livelli di servizio. Da un lato ci sarà il web che conosciamo, sempre in miglioramento, dall'altro una piattaforma a qualità garantita per servizi critici come la telemedicina.
Si parla molto di net neutrality, che pare il contrario dell'internet a più velocità al quale si è accennato.
Bernabè. Neutralità della rete significa dare la possibilità a qualsiasi contenuto lecito di circolare in rete. Io invece direi che è ora di estendere il concetto di neutralità a tutte le parti della catena di valore di Internet: motori di ricerca, sistemi operativi e applicazioni.
Giovedì l'Agcom ha approvato il percorso di riduzione delle tariffe di terminazione mobili voluto dall'Europa. Si tratta del "pedaggio" che un operatore deve pagare quando la sua chiama termina sulla linea dell'altro. Per tutto il mercato valgono circa 3,5 miliardi di euro.
Patuano. Dal punto di vista economico non avremo impatti sulla redditività, ma sulla strutturazione dell'offerta sì. Cambierà il paradigma commerciale passando da una fatturazione "a minuto" a bundle di minuti.
Bernabè. La discesa delle tariffe di terminazione introduce una forte discontinuità nel nostro modello di business nel momento in cui gli operatori sono chiamati a fare investimenti importanti per le infrastrutture e per le frequenze. È un percorso che ci mette in una situazione difficile e non siamo certo contenti di questo. Abbiamo detto che non avremo particolari impatti sui conti dell'azienda, ma di certo non ci aiuterà a investire. Diciamo che ci troviamo ancora di fronte a una politica industriale che continua a penalizzare gli operatori e che allo stesso tempo chiede investimenti importanti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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