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Questo articolo è stato pubblicato il 28 agosto 2012 alle ore 08:32.

Chiusura negativa per i listini europei, compreso il FTSE MIB che conclude le contrattazioni perdendo lo 0,13% . Subito dopo l'asta dei titoli italiani Piazza Affari era balzata in positivo trainando gli altri listini, ma la richiesta ufficiale di aiuto da parte della Catalogna ha penalizzato i listini, in particolare quello spagnolo, peggiore d'Europa a -0,88%. A Londra l'indice Ftse 100 arretra dello 0,02%, a Parigi il Cac 40 cede lo 0,9%, a Francoforte il Dax perde lo 0,64%. Contrastata Wall Street (indici in tempo reale). Rialza la testa lo spread BTp-Bund, che sfiora 450 punti base (spread BTp-Bund in tempo reale). Il differenziale tra Bonos e Bund supera i 510 punti (spread Bonos-Bund in tempo reale).
Chiusura contrastata per Wall Street
Il Dow Jones perde lo 0,17% a 13.102,99 punti, il Nasdaq sale dello 0,13% a 3.077,14 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,08% a 1.409,31 punti.
Rcs senza freni
Ancora una giornata positiva per il settore bancario trainata da Ubi Banca (+4,9%) che ha presentato conti semestrali superiori alle attese. Mediobanca (+3,7%) prosegue il buon momento sulle indiscrezioni di possibili operazioni straordinarie e anche Rcs Mediagroup è balzata di un altro 21,4% in attesa del piano di taglio del debito (ieri aveva segnato un rally del 25,67%). Debole Stmicroelectron (-1,6%) dopo che Standard & Poor's ha messo sotto osservazione il rating della società.
Scende a sorpresa la fiducia dei consumatori Usa
La fiducia dei consumatori americani è calata a sorpresa in agosto a 60,6 punti da 65,4 in luglio. Il dato reso noto dal Conference Board è nettamente peggiore delle attese degli analisti e rappresenta il peggior dato da nove mesi.
Bene il collocamento di titoli italiani
Il Tesoro ha collocato sul mercato CTz con scadenza maggio 2014 per complessivi 3 miliardi di euro, massimo ammontare prefissato, con rendimenti in deciso calo. Il tasso medio è sceso al 3,064% dal 4,86% del mese scorso, che era risultato il top da novembre 2011. La domanda è stata pari a 1,95 volte l'importo offerto.
Via XX Settembre ha anche venduto tutti i 750 milioni di euro di BTp indicizzati all'euroinflazione con scadenza 2016 e 2019. Sulla scadenza 2016 il tasso è sceso al 3,69%, in calo dell'1,51% rispetto all'asta precedente, mentre sulla scadenza 2019 il rendimento si è attestato al 4,39%. Complessivamente il Tesoro oggi ha collocato titoli per 3,75 miliardi, tutto l'ammontare previsto.
Ok anche l'asta spagnola
Bene anche il collocamento spagnolo: Madrid fa il pieno in un'asta di titoli a 3 e 6 mesi, collocando sul mercato 3,6 miliardi di bond contro un target massimo di 3,5 miliardi e con tassi in netto calo. Il rendimento medio sul trimestrale è crollato allo 0,946% dal 2,434% di luglio, mentre il tasso sul titolo a sei mesi è calato al 2,026% dal precedente 3,691%.
Nell'eurozona in calo i crediti alle famiglie
Nell'eurozona i crediti al settore privato sono lievemente saliti a luglio, dello 0,1%, dopo avere registrato una frenata dello 0,2% a giugno. Più nel dettaglio, le banche hanno aumentato i propri prestiti verso le aziende di 8,06 miliardi di euro, dopo il calo di 3,48 miliardi di giugno. I prestiti alle famiglie sono invece calati di 7,61 miliardi dopo il progresso di 3,77 miliardi di giugno. Infine i prestiti delle banche ai Governi sono aumentati complessivamente di 11,56 miliardi, a dimostrazione che i principali istituti continuano a prendere a prestito liquidità dalla Bce per impiegarla per rilevare bond governativi che vantano elevati rendimenti.
Sale il prezzo del greggio
Euro in rialzo sul dollaro e in calo sullo yen.La moneta unica europea, secondo le rilevazioni della Bce, viene scambiata oggi a 1,2548 dollari rispetto a 1,2530 dollari di ieri e 98,59 yen rispetto a 98,71 yen precedenti.L'euro, inoltre, vale oggi 0,79470 sterline contro 0,7924 sterline di ieri mentre resta stabile a 1,2010 franchi svizzeri. Sale il prezzo del greggio: il wti quota 96,03 dollari al barile (+0,59%).
Borsa di Tokyo in ribasso
La Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in calo dello 0,57%, risentendo dell'impennata dello yen nei confronti dell'euro e del timore che l'economia cinese possa frenare bruscamente. L'indice Nikkei sul finale si è attestato a 9.033,29 punti. Sono andate male soprattutto le azioni delle società molto esposte nei confronti della Cina e l'indice Nikkei China 50, che comprende le aziende nipponiche più esposte verso la Repubblica Popolare, è arretrato dell'1,3%.
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