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Questo articolo è stato pubblicato il 11 giugno 2013 alle ore 21:12.
L'ultima modifica è del 11 giugno 2013 alle ore 13:35.

Quali conseguenze dalla decisione della Corte tedesca
Una eventuale bocciatura della Corte tedesca non avrebbe impatto giuridico sulla Bce, che resta indipendente. L'effetto ci sarebbe invece sulla Bundesbank che vedrebbe limitata la sua azione all'interno dell'Eurotower. La fiducia dei mercati nell'Eurotower poi verrebbe seriamente messa in discussione e questo potrebbe di conseguenza far ripartire quelle stesse tensioni che proprio lo scudo anti-spread aveva contribuito ad attenuare. Anche se l'esame di legittimità è in corso in questi giorni e i mercati lo seguono con molta apprensione, la sentenza definitiva è attesa nei prossimi mesi. A gettare un po' d'acqua sul fuoco è stato Yves Mersch, membro del comitato direttivo della Bce, che proprio oggi ha ribadito che la Bce non ha alcun desiderio di fissare limiti predefiniti ai suoi interventi, anche se questo non significa che non vi sarà letteralmente alcun limite ai suoi acquisti. «Da un punto di via formale - ha detto Mersch - il programma Omt non ha limiti. E non deve averne a priori perché altrimenti i mercati perderebbero ogni timore reverenziale per la capacità di fuoco della banca centrale». Un po' di conforto l'hanno prodotto anche le parole di un altro membro del comitato esecutivo della Bce, Jorge Asmussen, secondo cui le operazioni di acquisto di titoli di Stato previste dal programma Omt «devono essere illimitate».
La Bank of Japan delude gli operatori
Sempre sul fronte delle banche centrali è da registrare il direttivo della Bank of Japan (BoJ) che ha confermato la politica monetaria ultraespansiva quantitativa e qualitativa (Qqe) annunciata il 4 aprile, mantenendo fermi i tassi d'interesse allo 0-0,1% e rialzando il giudizio sull'economia giapponese. Non sono state annunciate ulteriori misure espansive come una parte del mercato si aspettava e questo ha innescato il rialzo del cambio yen-dollaro e la flessione della Borsa che ha perso l'1,45 per cento, a conferma della delusione degli operatori. Bisogna tuttavia considerare che l'indice Nikkei era reduce da un rialzo del 4,94% dopo il quale le prese di beneficio sono abbastanza fisiologiche.
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