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Questo articolo è stato pubblicato il 11 febbraio 2012 alle ore 21:11.

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Viaggi personalizzati. Consigli di mete, ristoranti, alberghi e attrazioni ritagliati sulla nostra identità, gusti, relazioni: tutto tramite applicazioni su cellulare. È una nuova frontiera su cui si stanno moltiplicando gli sforzi, verso modelli di business che aggiungono valore a tanti soggetti contemporaneamente: utenti, sponsor, aziende del turismo, del commercio e del trasporto.

L'idea di base è in fondo simile a quella del più affermato mercato pubblicitario online: più il servizio e la pubblicità sono personalizzati, più valore si genera per tutti. La differenza principale è che le applicazioni turistiche personalizzano i consigli sfruttando fonti molto diverse: i gusti espressi dall'utente nel suo profilo e la sua posizione geografica (via Gps); il meteo, l'ora del giorno e quella di apertura o chiusura delle attrazioni; la sua passata storia di viaggi. Ma i consigli possono essere anche "collaborativi" e social: basarsi sui gusti e le recensioni degli amici dell'utente. E suggerirgli come e dove incontrarli di persona.

Al momento le applicazioni turistiche con il più completo sistema di raccomandazione sono da "laboratorio", cioè accademiche (tra le più recenti, PSiS Mobile per Android, sviluppata da ricercatori dell'Istituto superiore di ingegneria di Porto). Ma molti sviluppatori si stanno cimentando in questo campo, per utilizzi commerciali. A dicembre è uscita la beta di Wenzani, creata da Lonely Planet per iPhone, con raccomandazioni locali tratte da una molteplicità di guide e aggiornate in tempo reale (anche su eventi e attività culturali, oltre che su attrazioni, shopping, ristoranti). In una prossima fase, Wenzani utilizzerà anche fattori quali il meteo, ora del giorno e se l'utente è un cittadino del posto o un turista. Lo scopo è «rispondere alle necessità dell'utente in tempo reale», scrive l'azienda. A febbraio è stata la volta di Let's Go, lanciato da Travora Media in collaborazione con l'Università di Harvard: guide di varie città, con raccomandazioni personalizzate. Tengono conto della disponibilità di spesa e s'integrano con Facebook. Nella stessa direzione si muove TomTom, che entro marzo lancerà la prima app di navigazione gps integrata con Facebook e Twitter. Tra l'altro, permetterà di pianificare itinerari in base alle informazioni degli eventi pubblicati su Facebook, ai luoghi d'interesse e alle segnalazioni dei propri amici.

Il potenziale è grande, anche in Italia. Una delle attività preferite da chi naviga con il cellulare è l'utilizzo di mappe e la consultazione di itinerari (80% del campione) e cercare informazioni turistiche (60 per cento), secondo l'Osservatorio Mobile Marketing & Service (Politecnico di Milano), dicembre 2011. «Il punto di domanda adesso è come e quanto si svilupperanno i modelli di business: siamo ancora agli inizi del fenomeno», dice Filippo Renga, curatore dell'Osservatorio.
Alcune applicazioni contano molto sui proventi di vendita (le guide sono spesso a pagamento). Altre puntano di più su marketing e accordi commerciali con i punti d'interesse consigliati. Per esempio, prendono una percentuale su ogni biglietto (spettacoli, aerei) venduto attraverso l'applicazione. La pubblicità non è invasiva ma tende a essere vissuta come un consiglio utile: per esempio, su un'offerta speciale di un ristorante vicino (un modello già adottato da alcuni fornitori di mappe per cellulari). Tripadvisor si è spinto oltre e da gennaio vende agli hotel una piattaforma di analytics (utile a conoscere meglio le preferenze degli utenti). Dati approfonditi sui gusti degli utenti diventano quindi un patrimonio monetizzabile direttamente, oltre a essere necessari per fornire raccomandazioni personalizzate.

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