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Questo articolo è stato pubblicato il 01 aprile 2012 alle ore 18:52.

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Bioarchitettura.Il tetto della stazione centrale di Berlino è rivestito con 780 moduli solari e 78.000 potenti celle solari trasparentiBioarchitettura.Il tetto della stazione centrale di Berlino è rivestito con 780 moduli solari e 78.000 potenti celle solari trasparenti

Ibrido è bello. Per il fotovoltaico innovativo il futuro è nel matrimonio, in certi casi poligamico, con altre tecnologie. E nell'integrazione sempre maggiore con gli elementi strutturali delle costruzioni, per avvicinarsi all'obiettivo del "zero energy building" imposto dalla strategia europea 20-20-20.

Ridurre a zero i consumi degli edifici, oggi responsabili del 40% delle emissioni mondiali a effetto serra, avrebbe enormi vantaggi dal punto di vista ambientale. E il fotovoltaico è l'unica fonte di produzione elettrica in grado di assolvere questa missione, grazie alla sua grande versatilità. Sposato con il solare termico, la geotermia, l'efficienza energetica e le tecniche di passività degli edifici, può contribuire ad azzerare i prelievi dalla rete e quindi le emissioni da combustione di fossili. Non a caso in tutti i Paesi più avanzati, compresa l'Italia, i sussidi pubblici si stanno spostando verso l'incentivazione di sistemi fotovoltaici il più possibile integrabili nel parco edilizio, tipicamente usati nella bioarchitettura.

La tendenza traspare anche dalle bozze del quinto conto energia, che potrebbe entrare in vigore in luglio e prevede una forte limitazione per il tetto di spesa a 500 milioni di euro l'anno – quasi dimezzato rispetto all'attuale –, ma soprattutto un registro obbligatorio per tutti gli impianti con potenza superiore ai 3 kilowatt: così anche l'impianto domestico dovrà sottostare a una graduatoria, che favorirà le tipologie più integrate, meno invasive, dedicate al recupero di spazi da risanare o basate su tecnologie più innovative ed efficienti, per garantire una spinta all'innovazione e una buona redditività anche con incentivi decisamente ridotti rispetto agli attuali. Alla lunga, verranno sempre più premiate le celle solari annegate nelle tegole del tetto e nei lastrici solari, spalmate sulle piastrelle, inserite nelle vetrate e nelle facciate ventilate, che potrebbero diventare una materia prima come l'acciaio o il cemento, per rendere gli edifici autosufficienti dal punto di vista energetico. Basta dare un'occhiata ai vincitori del Solar Decathlon (www.solardecathlon.gov), la competizione avviata 10 anni fa dal dipartimento dell'Energia Usa fra tutte le università del mondo, per rendersi conto di quanto siano rapidi i progressi in questo campo.

Gli elementi costruttivi prefabbricati capaci di trasformare un tetto o una parete in una piccola centrale elettrica, esistono già – dalle tegole Techtile o Tegosolar alle ceramiche Kerlite Kw, ai vetri di OnyxSolar –, ma sono molto più cari del corrispondente materiale edile. Solo la caduta verticale dei prezzi delle celle fotovoltaiche e l'incentivazione all'uso di massa potrà renderli abbordabili per chiunque.
Sul fronte del fotovoltaico innovativo c'è l'ibridizzazione con fonti diverse, per aumentare con un "aiutino" esterno la conversione della radiazione solare in energia elettrica operata dai materiali semiconduttori, che finora ha dei limiti di rendimento molto bassi, attorno al 20% nel migliore dei casi. A questo fine, si stanno moltiplicando i prototipi di pannelli "potenziati" con sistemi diversi, dal solare termico alla microconcentrazione.

L'ibridizzazione è una pratica che si applica anche alle grandi centrali fotovoltaiche, come quella di Enel Green Power a Reno, in Nevada, dove gli uomini di Francesco Starace stanno sperimentando un incrocio tra fotovoltaico e geotermico, che consentirà di aumentare la potenza proprio negli orari di picco della domanda. In prospettiva, la centrale di Reno si prepara a un'evoluzione più ardita, con l'aggiunta del solare termodinamico, capace di produrre energia elettrica anche di notte, grazie al calore accumulato nei tubi pieni di sali fusi, su cui per tutto il giorno si concentrano i raggi del sole grazie ai grandi specchi parabolici.

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