Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 marzo 2013 alle ore 12:41.

My24

In Inghilterra un club il web l'ha già conquistato: l'Ebbsfleet United, dignitosa squadretta di Kent, che, galleggiando sconosciuta ai più nella quinta divisione inglese, è arrivata improvvisamente alla fama in qualità di prima realtà del football interamente controllata da una community online, myfootballclub.co.uk, finanziata col crowdsourcing. E in Italia? C'è fermento, e il calcio minore, nella social era, sta cambiando pelle assurgendo a laboratorio permanente di iniziative che, chissà, potremmo ritrovare presto nel calcio che conta, in attesa di vedere anche da noi il primo club di proprietà degli "utenti".

Di italiche community votate al calcio ne stanno nascendo parecchie: tra quelle che fanno più sul serio c'è «46Sports», startup di Bologna di due ingegneri informatici "ammalati" di pallone. Anche se la mission è di essere «l'almanacco sportivo» del Terzo millennio, in realtà, 46Sports – tra i vincitori della Startcup Emilia Romagna e finalisti al Pni Puglia –, è una piattaforma che punta a integrare tutte le galassie italiche del calcio minore (dal basket agli altri sport) in un unico sistema ideato per condividere dati, informazioni, tattiche e, chiaramente, la passione per una disciplina che coinvolge un milione circa di praticanti, tra grandi e piccoli.

Come funziona? In pratica è una specie di ibrido tra Facebook e Linkedin: si accede iscrivendo la propria squadra (o anche un singolo giocatore) che partecipa a un campionato non professionistico, creando una pagina. Sulla quale oltre a postare foto, video e commenti, si crea una banca dati di ogni tesserato. L'attenzione al singolo calciatore è il vero plus del servizio, per arrivare in futuro a una nuova forma di calciomercato per le serie minori: grazie alla partnership con una società che produce servizi e metodologie innovative applicati alle performance sportive, la K-Sport, quelli di 46Sports vogliono dare vita a un sistema di business intelligence calcistico mediante un setaccio dei big data ricavati via gps (ad esempio con pettorine equipaggiate di microchip) dagli allenamenti e dalle performance in partita per ogni giocatore, con l'idea di rendere sempre più scientifiche le sedute di training da condividere poi con la community. Utopia? Nì. Nel calcio le regole obsolete non consentono di utilizzare sistemi tecnologici indossabili (come le pettorine gps) per monitorare le prestazioni dei giocatori, ma prima o poi decadranno, e allora la rivoluzione sarà inarrestabile.

I talent scout di nuova generazione potranno analizzare i dati dei ragazzi più promettenti o dei giocatori più interessanti quindi visionarli a colpo quasi sicuro. «Puntiamo a raccogliere una massa critica di 40mila iscritti entro settembre, cosa che ci consentirebbe di partire col programma di pricing, che stiamo ancora definendo», racconta il fondatore e Ceo Pierluca Martella, 32 anni. Nati ufficialmente a ottobre 2012, a marzo hanno già 5.000 iscritti: questa crescita rapida la si deve essenzialmente alla pagina su Facebook e alle dimostrazioni sui campi dilettantistici del bolognese, che hanno risposto in maniera positiva, anche perché, aderendo al programma Premium (con quota annua), i club potranno un domani sfruttare gli spazi sulla pagina per i loro sponsor, aumentandone la visibilità.

In rete, si sa, l'unione fa la forza, e 46Sports ha appena siglato un accordo con un'altra startup calcistica specializzata nel «tracciare e condividere» le partite, GoalShouter, nata a metà 2012: come racconta uno dei fondatori, Daniele Galiffa, il progetto nasce per ovviare al problema della raccolta dati nelle gare minori, difficile per mancanza di fondi: «Grazie a una app un qualsiasi spettatore che assiste a un match può raccogliere e poi condividere tutti i dati dell'incontro, con le statistiche e altro, e può anche fare la cronaca in tempo reale». Sulla stessa linea di GoalShouter, ma più targettizzata sulla cronaca e sul commento delle partite in tempo reale, la startup di Foooblr, creata da un team di giovanissimi guidati da un 27enne, Piervincenzo Amadeo, la cui app è ormai in dirittura d'arrivo: «Vogliamo raccontare in modo innovativo e condividere tutto quello che succede in campo, gol, occasioni, falli, in modo social, con follower che commentano in tempo reale». Nelle loro intenzioni, il progetto deve colmare lo spazio tra la squadra e i suoi tifosi: il calcio, per vocazione social, con le nuove app Social torna a essere uno sport veramente popolare e per tutti, diventando più democratico e, quindi, più libero, e anche un nuovo mercato dal bacino molto grande.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi

301 Moved Permanently

Moved Permanently

The document has moved here.