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Questo articolo è stato pubblicato il 17 giugno 2011 alle ore 16:36.

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Fmi: la Grecia può far deragliare la ripresa globale. Pressing sui conti pubblici di Giappone e UsaFmi: la Grecia può far deragliare la ripresa globale. Pressing sui conti pubblici di Giappone e Usa

Dopo un miglioramento nella prima parte del 2011, in maggio «le condizioni finanziarie globali sono diventate più volatili, riflettendo le preoccupazioni sul rischio sovrano nei Paesi periferici dell'Eurozona e la persistente debolezza osservata negli Stati Uniti». Quando la crisi greca vive i suoi momenti più drammatici il Fondo Monetario Internazionale, nel suo World economic outlook, mette sotto osservazione la situazione della finanza globale. A questo proposito il capo economista del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Olivier Blanchard ha usato parole molto chiare su quale sia la posta in gioco: «La periferia dell'area euro può far deragliare la ripresa globale».

Faro sui conti pubblici di Usa e Giappone
Non è solo la situazione della Grecia a preoccupare. I dubbi degli economisti del Fmi sono in particolare «sugli aggiustamenti fiscali di medio termine in alcune economie avanzate, come Stati Uniti e Giappone». Sia la prima che la terza economia del mondo (è stata superata dalla Cina) sono state messe sotto osservazione da parte delle agenzie di rating.

Nel documento dell'Fmi si evidenzia la situazione fiscale critica negli Stati Uniti, dove «il rischio di un default temporaneo ha spinto il differenziale dei Cds (i derivati che assicurano sul rischio fallimeno) per gli Usa al di sopra di quello di alcuni paesi con un rating più basso dell'AAA» attribuito a Washington. «È cruciale che gli Stati Uniti affrontino immediatamente» la questione del tetto del debito e «lancino un piano di riduzione del deficit» che includa le riforme, si legge nell'aggiornamento al World Economic Outlook. Il rapporto del Fondo punta anche il dito contro lo scenario disegnato da tassi di interesse vicini allo zero che «stimolano la ricerca del rischio», «incoraggiando gli investitori a usare la leva finanziaria per generare profitti abbastanza interessanti sui titoli».

Ripresa debole negli Stati Uniti
Sul fronte della ripresa l'Fmi stima un rallentamento dell'attività economica nel secondo trimestre 2011 a cui dovrebbe seguire un acceleramento nella seconda metà dell'anno. Secondo l'istituto di Washington «la crescita in molte economie avanzate è ancora debole» e «il lieve rallentamento registrato nel secondo trimestre 2011 non è rassicurante».
Il rischio maggiore deriva dalla «debolezza superiore alle attese dell'economia americana» e dalla «rinnovata volatilità finanziaria, scatenata dalla preoccupazioni sui paesi periferici dell'Eurozona», dove si è assistito a «un ulteriore deterioramento della fiducia dei mercati» rispetto ad aprile. La situazione "deludente" degli Stati Uniti è provocata in parte da fattori transitori, incluso il rialzo dei prezzi delle materie prime, dal maltempo e da problemi a livello di offerta scatenati dal terremoto in Giappone.

Le nuove stime su Pil e inflazione
L'economia globale dovrebbe registrare un incremento del 4,3% nel 2011 (lo 0,1% in meno rispetto alle stime di aprile) e del 4,5% nel 2012 (invariato da aprile), mentre le economie avanzate dovrebbe crescere del 2,2% nel 2011 (lo 0,2% in meno) e del 2,6% nel 2012 (invariato da aprile).
In particolare, negli Stati Uniti la crescita dovrebbe essere del 2,5% nel 2011 (lo 0,3% in meno rispetto alle stime di aprile) e del 2,7% nel 2012 (lo 0,2% in meno). L'inflazione globale, sotto controllo negli Stati Uniti e in Giappone, è aumentata nel primo trimestre del 2011 al 4%, mezzo punto percentuale in più rispetto agli ultimi tre mesi del 2010, «soprattutto a causa di un rialzo superiore alle attese dei prezzi delle materie prime», con una crescita moderata nella zona Euro.

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