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Questo articolo è stato pubblicato il 07 settembre 2011 alle ore 22:03.
L'ultima modifica è del 07 settembre 2011 alle ore 10:07.

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Ore 18,45. Ecco come saranno stabilite le festività
Nuove regole per le festività con la manovra. Dal 2012 un Dpcm, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 30 novembre dell'anno precedente, stabilirà annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguenti da accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni, ad esclusione del 25 aprile (festa della Liberazione), del 1° maggio (festa del Lavoro) e del 2 giugno (festa nazionale della Repubblica). Si farà in modo tale, sulla base della prassi europea, che cadano il venerdì precedente o il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva o coincidano con tale domenica.

Ore 18,40. Sacconi. L'aumento dell'Iva non compromette la riforma fiscale
«Credo che Cisl e Uil debbano considerare il fatto che l'aumento dell'Iva non compromette la prospettiva di una riforma fiscale attraverso la legge delega». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «L'aumento dell'Iva - ha aggiunto Sacconi - consolida i saldi di bilancio per cui la preoccupazione di Cisl e Uil non ha luogo ad essere». Il ministro del Lavoro ha sottolineato inoltre che «si tratta di entrate che rafforzano la manovra e i saldi e che quindi consentono l'esercizio della delega per la riforma fiscale e assistenziale».

Ore 18,26. La Russa: il problema non è Berlusconi, ma la crisi
«C'è chi pensa che la crisi economica mondiale dipenda da Berlusconi: il problema non è rimuovere il premier, ma affrontare la crisi» con la manovra, «perciò rivendico a questo governo e a Berlusconi di averlo fatto con la capacitá di ascoltare tutti». Così il ministro della Difesa,
Ignazio La Russa, che ha anche definito «ingiuste» le valutazioni di Beppe Pisanu che in un'intervista ha invitato il presidente del Consiglio a fare un passo indietro. «I governi li fanno gli elettori», ha tagliato corto il ministro.

Ore 18,20. Via alle dichiarazioni di voto in aula al Senato
Al via nell'aula del Senato le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul maxi-emendamento, che riscrive l'intera manovra economica. Sono previste 10 dichiarazioni di voto e solo dopo le 19 ci saranno le due chiame per il voto di fiducia.

Ore 18,11. Tremonti in Senato per le dichiarazioni di voto
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è arrivato in Senato per ascoltare le dichiarazioni di voto sulla fiducia e partecipare poi al voto sulla manovra. Il ministro non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti prima di entrare in aula.

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