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Questo articolo è stato pubblicato il 26 novembre 2012 alle ore 07:50.

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Il dato dell'affluenza (3.107.568) è superiore a quei 3 milioni indicati dai renziani come la soglia che, se superata, avrebbe potuto consegnare la vittoria al sindaco di Firenze. Eppure il primo turno delle primarie del centrosinistra se l'è aggiudicato Pier Luigi Bersani. Matteo Renzi però ha portato a casa una buona affermazione al Nord e soprattutto nelle regioni rosse, dove da sempre il voto alla coalizione, e al Pd, è maggioritario.

Ma tra renziani e coordinamento delle primarie è polemica per i dati. Nico Stumpo, coordinatore nazionale delle primarie, annuncia i risultati: «Bersani è al 44,9%, Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,6% e Tabacci all'1,4%». Dati, ammette che «possono avere solo minime variazioni», perché « forse manca qualche sezione in Umbria e a Milano». Ma poi confermati ufficialmente nel tardo pomeriggio. Il rottamatore non è d'accordo: «Secondo noi - spiega Renzi - abbiamo il 39%, secondo Stumpo il 35%».

I dati sono rimasti ufficiosi per un'ampia parte della giornata, perché la procedura prevede che i verbali di scrutinio siano discussi e approvati nelle prossime ore dai coordinamenti provinciali alla presenza dei rappresentanti dei candidati. I verbali provinciali così approvati vanno inviati al coordinamento nazionale che li trasmette ai Garanti delle primarie per la proclamazione ufficiale.

Nelle regioni rosse
Il rottamatore stravince in Toscana (al 52,2% contro il 35,4% di Bersani, ma il dato non è definitivo) e anche in Umbria supera il segretario (44,4% contro il 42,58%, per una differenza di poco più di 1.300 voti). Testa a testa pure nelle Marche, con Renzi al 42,11% dei voti e Pier Luigi Bersani al 41,13%. Il segretario nella sua Emilia Romagna si ferma al 48,97% e non riesce ad arrivare oltre il 50%.

Bersani forte nelle grandi città e al Sud
Dove, Puglia a parte, supera la soglia del 50% delle preferenze.
In Campania arriva al 50,1% (contro il 25,3% del sindaco e il 18,2 di Nichi Vendola), in Calabria al 55,09% (Renzi è al 22,52% e il governatore della Puglia al 16,5%), in Basilicata al 56,4% (il sindaco di Firenze è al 21,4% e Vendola al 17,2%), in Sicilia al 51,9% (Renzi al 30,42, il governatore della Puglia al 15,6%) e in Sardegna al 52,8% (il rottamatore al 23,6%, Vendola al 20,4%). E poi c'è la Puglia, miglior risultato per il governatore della Regione in corsa alle primarie: Vendola arriva al 37,3%, dietro a Bersani per poco più di 3.100 voti, il segretario ottiene infatti il 39,3% delle preferenze e Renzi si ferma al 20,1%.

Al Nord il sindaco di Firenze ha dato filo da torcere al segretario.
In Piemonte e Veneto (dove Laura Puppato sfiora il 10%) Bersani è avanti ma con stacchi limitati (poco più di 6.000 voti nella regione amministrata da Cota, poco meno di 9.000 in quella governata da Zaia). Il segretario però stacca il rivale di quasi 9 punti percentuali in Lombardia, dove Nichi Vendola, forte al Sud, realizza una buona performance (14%). Ma la regione del Nord che sta più convintamente con Bersani, almeno a giudicare dai numeri, è la Liguria dove il segretario supera di un soffio il 50% dei consensi contro il 32% del sindaco di Firenze. Testa a testa in Valle d'Aosta dove alla fine vince Bersani con 1.431 voti (40,4%), Renzi arriva 38% (1.346 preferenze) e Nichi Vendola si ferma al 15,44% (547 voti).

Matteo Renzi lo ha detto nel suo discorso, ieri sera: se in molti per lui prevedevano consensi provenienti dal centrodestra la vittoria nelle regioni rosse (Emilia Romagna esclusa) dimostra il contrario. O almeno indica chiaramente che per lui sono arrivati voti da elettori dall'area di centrosinistra. Pier Luigi Bersani spiega l'importante affermazione al Sud con la sua attenzione a chi sta peggio. E, forte del risultato ottenuto, rivendica la paternità della scelta delle primarie. Il sindaco di Firenze lo ringrazia per averle accettate.

Il segretario con questa competizione ha rischiato mettendo sul piatto la sua candidatura per la premiership (che lo statuto Pd gli assegna per diritto) e ha vinto (al primo turno). Il sindaco di Firenze è andato oltre le aspettative in alcune zone del Paese. Ciascuno dei due ha tutte le ragioni per essere soddisfatto, almeno fino a domenica prossima.

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