Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 13 febbraio 2013 alle ore 07:50.

My24

Seguiteci, torniamo indietro di sette mesi fino all'apice della storia del capitalismo americano del ventunesimo secolo: eccoci in mezzo a un brulichio di anime affini adoratrici delle star, davanti allo Sheraton Hotel della Settima Avenue a Manhattan. Tutti si agitano, si dimenano.

Scorriamo accanto a una schiera di poliziotti e a un battaglione di operativi della security in abito grigio con dei tecno-polipetti nelle orecchie attaccati a spirali di cavo bianco da interfono che cercano di tenerci sotto controllo… mentre quasi calpestiamo la massa di giornalisti e troupe televisive straccione, barbonesche, e dei curiosi che ci intralciano il cammino.
Siamo esaltati! – siamo eccitati, ardiamo, bramiamo la vista fugace del John Jacob Astor, dell'Andrew Carnegie, dell'E.H. Harriman, del John D. Rockefeller, dell'Henry Ford, del Bill Gates del nostro secolo… ed eccolo lì! Guardatelo! Non porta il colletto da smoking e la cravatta di seta sgualcita di Astor né il cilindro rigido in seta e il tight di John D. con un garofano rosso nell'asola del risvolto sinistro e un paio di pantaloni a righe, e neppure l'abito da grandi magazzini di Bill Gates. No: il nostro uomo ha solo ventisette anni ed è vestito come un tycoon del nostro tempo… Per camicia ha una T-shirt grigia, presa dalla trentina di T-shirt grigie che ha sempre con sé per non perdere mai il look da adolescente ribelle che se ne frega della moda… e sopra, una felpa grigio scuro col cappuccio, capo noto comunemente come hoodie. Da oggi, 7 maggio 2012, in poi, lo hoodie diventa il suo simbolo, il marchio di fabbrica, lo stendardo da battaglia.

In un quarto d'ora saremo nella sala da ballo con una folla di soli invitati incravattati che compone la più ricca banda di potenziali investitori d'America, anzi del mondo, nell'offerta pubblica iniziale di vendita di azioni per il valore di 104 miliardi di dollari della sua azienda, addizione recente al novero del nostro ramo industriale più moderno: la cosiddetta IT, l'Information technology.
Come chiunque abbia letto fin qui ha già capito da solo, la sua azienda si chiama Facebook, e il giovane è il primo tycoon della IT del nostro secolo: Mark Zuckerberg. Al 14 maggio, Facebook ha 901 milioni di clienti, un abitante su otto della Terra (e sarebbe presto arrivata a un miliardo, uno su sette). Nessuno aveva mai sognato niente di simile: una "rete sociale", un social network, che potesse consentire alla gente in tutto il mondo di raggiungere chiunque istantaneamente, gratis, e condividere foto di sé e Dio sa cos'altro.

Le azioni sarebbero state messe in vendita tre giorni dopo, giovedì 17 maggio alle undici del mattino. Per quell'ora, già 82 milioni di offerte sarebbero state pronte, cariche e scalcianti, ai blocchi di partenza. Zuckerberg aveva ingaggiato cinque storiche banche d'investimento perché si occupassero in concreto dell'offerta: JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America, Barclays Capital, e la banca che aveva la supervisione dell'operazione: Morgan Stanley, nelle persone di James Gorman, il Ceo, e Michael Grimes. Grimes era stato nominato «affarista» numero uno di Wall Street nella Forbes Midas List, la lista «Re Mida», per quattro anni di fila dal 2004 al 2007. Alle undici in punto – buum! – le 82 milioni di offerte furono sul mercato. I nostri banchieri investitori della vecchia guardia muoiono di curiosità. Non hanno mai visto niente di simile alle orde di compratori che cavalcano verso di loro con addosso miliardi di dollari – miliardi! – ansiosi di metter le mani sulle quote di Facebook al prezzo di Offerta Pubblica Iniziale di 38 dollari ad azione prima che schizzi a 76 dollari e chissà quanto più in alto ancora. Un numero di compratori incredibile! I nostri vecchi ragazzi vanno nel panico. Scivolano, scartano, si impappinano. Senza la minima idea di cosa stiano facendo, cominciano ad affondare quella che è la più grande e più pubblicizzata Ipo della storia sotto ondate consecutive di incompetenza.

Commenta la notizia

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi