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Questo articolo è stato pubblicato il 29 novembre 2010 alle ore 15:35.

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Enel nel corso del 2010 ha visto crescere in modo significativo il proprio organico: da gennaio a ottobre in tutto il mondo le assunzioni sono state circa 2700, di cui 700 solo in Italia. Oggi i dipendenti sono nel complesso 80mila, divisi in 23 stati. 38.500 lavorano nel nostro paese.

"La nostra strategia nei confronti del personale è quella di far crescere all'interno dell'azienda i talenti. I periti e i neolaureati che assumiamo nel giro di alcuni anni diventeranno i leader delle attività tecniche e i manager dell'azienda. Questo, ovviamente, non esclude la possibilità di selezionare anche manager che si sono già formati all'esterno", spiega Maurizio Di Fonzo, responsabile pianificazione e sviluppo delle risorse umane della multinazionale italiana dell'energia e di Enel University.

Quali sono le lauree e i percorsi scolastici più interessanti per Enel?
"Gli addetti alle mansioni operative rappresentano circa il 55% delle assunzioni e sono in prevalenza periti meccanici ed elettronici. I laureati sono soprattutto ingegneri meccanici, elettronici e nucleari. Cerchiamo anche ingegneri ambientali e civili, mentre per le attività di ufficio preferiamo laureati in ingegneria gestionale in grado di avere sia visione organizzativa sia competenza tecnica. Il 30% dei laureati che entrano a far parte dei nostri organici, poi, proviene dalle facoltà di economia e va a occuparsi degli aspetti finanziari, di risk management e pianificazione. Assumiamo anche chimici, statistici e fisici per affrontare i temi dell'ambiente, della generazione di energia e della ricerca. Infine, in numero minore, presso di noi lavorano laureati in giurisprudenza e nelle materie umanistiche, impiegati negli affari legali, nelle risorse umane e nelle attività di comunicazione. Va detto, però, che spesso ci troviamo a dover integrare internamente le competenze dei nuovi assunti".

Vuole dire che i laureati italiani non sono sufficientemente preparati?
"Gli atenei del nostro paese fanno quello che possono. E' evidente che l'università italiana non è all'altezza degli standard comuni alle cinque nazioni più avanzate per quanto riguarda sia la formazione tecnico-teorica sia il collegamento con il mercato del lavoro. E' anche vero che ci sono splendide eccezioni, facoltà modello e alcuni professori di grandissima preparazione, ma il livello medio non è ancora quello che le imprese vorrebbero".

E il gap formativo vale soprattutto per ingegneria e per le facoltà scientifiche o è più generale?
"Riguarda un po' tutti i laureati, compresi gli ingegneri".

Considerate le carenze del sistema scolastico, quali sono i criteri con cui scegliete i candidati?
"Facciamo una selezione molto attenta a partire dagli aspetti psico-attitudinali di chi esaminiamo. Guardiamo le caratteristiche della persona, oltre che le sue conoscenze. Cerchiamo persone serene, mature, correttamente ambiziose, dopodichè sappiamo che su questi neoassunti sarà necessario lavorare in termini di esperienza e formazione. Ma questo non ci preoccupa molto poiché all'interno di Enel abbiamo quello che serve per farlo al meglio".

In che modo completate le competenze dei vostri dipendenti?
"Una persona che si occupa di mansioni tecniche, ad esempio, verrà portata a visitare impianti in cui sono impiegate tecnologie diverse e avrà modo di vedere le modalità di gestione di progetti sviluppati nei paesi in cui siamo presenti. E, ancora, potrà sperimentare e conoscere modelli di leadership differenti, in modo da poterne in seguito sviluppare uno proprio".

Quali sono le aree di business in cui assumete di più?
"Quelle che sono direttamente coinvolte nelle attività principali di Enel, relative alla generazione e alla distribuzione di energia. Nei prossimi anni, in particolare, giocheranno un ruolo importante le rinnovabili, il cui sviluppo è curato da Enel Green Power, e il nucleare".

Quante persone lavorano in Enel Green Power e quante ne avete assunte nel 2010?
"La società, quotata in borsa nelle scorse settimane, ha un organico di circa 3.000 persone, di cui 2.000 in Italia. Quest'anno abbiamo fatto 50 assunzioni, soprattutto ingegneri e periti che andranno a svolgere mansioni tecniche. Ipotizziamo che questa tendenza sia confermata anche nel 2011".

E per quanto riguarda le attività dedicate allo sviluppo del nucleare?
"In Italia sono 180 le persone impegnate nell'area nucleare. Solo nel 2010 abbiamo fatto 46 assunzioni. Si tratta di ingegneri nucleari, elettrici, meccanici e civili, che, in parte, verranno destinati ai progetti Enel in Francia e Slovacchia. In quest'ambito, poi, nel nostro paese c'è il problema della difficoltà di reperire candidati, poiché il settore, in seguito al referendum del 1987, si è fermato. Tuttavia, cerchiamo di incentivare la ripartenza anche in ambito universitario promuovendo borse di studio e premi di laurea per chi studia ingegneria nucleare e supportando percorsi di laurea double degree, che prevedono una formazione internazionale e il completamento del piano di studio all'estero".

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