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Questo articolo è stato pubblicato il 21 aprile 2013 alle ore 14:04.

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Devo ammettere che ero perplesso sull'idea stessa di tablet per bambini, convinto che dare uno strumento simile a un bimbo potesse essere diseducativo e che i giochi da consigliare fossero ancora le macchinine, le bambole, i puzzle, il Lego e soprattutto quelli che consentono di stare all'aperto come il pallone o la bicicletta. Avendo però avuto modo di provare alcuni tablet devo ammettere che mi sbagliavo. Le nuove generazioni sono native digitali, immerse nelle nuove tecnologie fin dalla nascita, e in grado di sviluppare dinamiche di apprendimento più percettive, comunque diverse da quelle delle generazioni precedenti.

Il digitale sta ridefinendo le dinamiche dell'apprendimento ma anche del gioco, basate sempre più sul multitasking, ovvero sulla capacità di svolgere più compiti simultaneamente. In questo senso un tablet diventa un'ottima opportunità per i genitori di guidare il bambino nei giochi, nelle letture e nell'apprendimento della lingua, parlata e scritta in maniera economica ed efficiente. I bambini più piccoli possono usarlo per leggere, sfogliare, disegnare, ascoltare e l'interazione è comunque uno stimolo importante. Su YouTube c'è un filmato, con più di 4 milioni di visualizzazioni, dove una bimba di circa un anno cerca di ripetere su una rivista cartacea i gesti che probabilmente è abituata a veder fare dai genitori con un tablet (A Magazine Is an iPad That Does Not Work). Tocca le foto, prova lo zoom con le dita, tenta di sfogliare le pagine con la strisciata dell'indice, ma ovviamente con la carta non funziona. Al di là dell'inevitabile effetto comico, questo è un buon esempio per mostrare quanto gli schermi touch abbiano diffuso l'informatica anche a nuove fasce d'età.

Il tablet inoltre è un oggetto tipicamente familiare, di solito condiviso tra grandi e piccoli, e la possibilità di espanderne l'uso con nuovi software fa la differenza rispetto al Sapientino di un tempo, che una volta usato, finiva inevitabilmente in una scatola in cantina. Quasi tutti i tablet per bambini hanno vetro a prova d'urto ma stranamente solo alcuni dispongono di protezioni in gomma. Qualcuno, come il Meep! di Oregon Scientific, permettono di collegare accessori come una tastiera in silicone, un microfono e una batteria virtuale, per consentire la massima l'espressione artistica… senza le lamentele dei vicini! Quasi sempre è disponibile una fotocamera integrata e la possibilità di collegare un televisore per la visione di video e foto. I market mettono a disposizione centinaia di applicazioni selezionate, a volte gratuite, adatte ad ogni età: dagli album da colorare, ai libri di fiabe animati, alle app che aiutano a prendere confidenza con le parole e con la musica, fino a quelle che insegnano i primi vocaboli di una lingua straniera. Uno dei punti di forza di un tablet è la possibilità di incorporare un sistema di Parental Control che consente l'uso e l'esplorazione sul web e al contempo mette al riparo da contenuti non adatti. I genitori scelgono quali app si possono aprire, quali video si possono vedere, quali i contatti con cui scambiare email. Alcuni (ad esempio il SuperPaquito) hanno persino un timer: superato il numero di minuti giornalieri consentiti, il bambino non può più usare il tablet. I genitori posso usarlo come un normale tablet android, mentre con uno speciale profilo si trasforma in uno strumento specifico per bambini. Si posso quindi scegliere i contenuti a cui hanno accesso e grazie all'apposito portale Paquitoland è possibile acquistare fiabe digitali, applicazioni, video e persino accessori appositamente studiati per i più piccoli. L'unico consiglio, sempre valido, è quello di non abbandonare il bambino da solo con un tablet, ma di aiutarlo a scoprire il mondo attraverso questo piccolo e straordinario strumento.

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