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Questo articolo è stato pubblicato il 06 maggio 2012 alle ore 14:42.

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Roberto Formigoni (LaPresse)Roberto Formigoni (LaPresse)

Urne aperte oggi e domani in circa mille Comuni italiani, per rinnovare sindaci e consigli comunali. Circa 9,5 milioni gli elettori coinvolti, per un totale di 942 Comuni, anche se forte è il rischio astensionismo. È un test elettorale importante per misurare i rapporti di forza tra i partiti e all'interno degli schieramenti, più frammentati e a geometria variabile rispetto alle precedenti elezioni. Con Pdl e Lega divisi al voto, il Pd in coalizione spesso (ma non sempre) con Sel e Idv, il Terzo Polo autonomo ma alleato a volte sia con il centrosinistra che con il centrodestra.

La partita più importante si gioca nei 26 capoluoghi di provincia coinvolti dal voto (18 finora appannaggio del centrodestra e 8 del centrosinistra). A partire da Genova, Verona e Palermo. Difficile che nei grandi centri le sfide si concludano al primo turno. Con l'eccezione di Verona, dove il leghista Flavio Tosi, sindaco uscente, potrebbe essere riconfermato già domani, in tutte le principali città bisognerà probabilmente aspettare il ballottaggio del 20 e 21 maggio per conoscere i nuovi sindaci. Anche se Pd e alleati puntano a evitare il ballottaggio a Genova e L'Aquila. E a riconquistare Parma.

Già domani sera sarà possibile però misurare la forza del Pdl, orfano di Berlusconi leader, la tenuta al Nord della Lega, finita nella bufera delle inchieste sui fondi del finanziamento pubblico, l'entità dell'affermazione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, in prima fila nel cavalcare la protesta dell'antipolitica, oltre che la performance del centrosinistra. Il Pd si presenta con un proprio candidato in 17 capoluoghi, appoggia candidati indipendenti in altri sette e di Sel o Federazione delle sinistre in altri due. Nel centrosinistra è grande l'attenzione su Genova, dove in corsa c'è un indipendente appoggiato da Sel, che come già avvenuto per Pisapia a Milano, ha sconfitto alle primarie le candidate del Pd. E il Pd potrebbe essere costretto ad appoggiare a Palermo l'"outsider" Orlando (Idv) se il suo candidato Ferrandelli non dovesse farcela al primo turno. Nel Pdl, dopo la fine dell'alleanza con la Lega, l'obiettivo è centrare la vittoria in 7-8 capoluoghi: Asti, Gorizia (unico tra i capoluoghi di provincia del Nord dove l'alleanza di centrodestra tiene dentro la la Lega), Lecce, Trani, Isernia, Catanzaro, Trapani, forse Como.

Quanto alle alleanze, acquisita la rottura tra Pdl e Lega (anche se non sono esclusi apparentamenti al ballottaggio) nel centrosinistra prevale la formula Vasto. Il Pd è alleato quasi ovunque con Sel e Idv. Con alcune eccezioni come Trapani, Palermo, L'Aquila (manca l'Idv), Belluno (manca Sel), Frosinone (non ci sono né Sel né Idv ma c'è l'Udc), Brindisi (non c'è l'Idv ma c'è l'Udc). Lo schieramento della foto di Vasto ha poi fatto accordi di coalizione con i centristi a La Spezia, Taranto e Trani. Mentre l'Udc, spesso con suoi candidati sindaco, si è alleata con il Pdl a Palermo, Verona e Isernia.

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