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Questo articolo è stato pubblicato il 25 luglio 2012 alle ore 15:47.

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Il calcio, prima di tutto. Ancora una volta. Anche alle Olimpiadi. La trentesima edizione dei Giochi dell'era moderna si apre, come da tradizione, con un prologo che accontenta le platee di tutto il mondo, o quasi: una partita di pallone. Alle ore 17 scenderanno in campo a Cardiff, capitale del Galles, le rappresentative femminili della Gran Bretagna e della Nuova Zelanda. Inizia così, Londra 2012, con un incontro di calcio che si gioca a più di 200 chilometri di distanza dalla capitale inglese. La ragione di questa scelta è presto detta. La Gran Bretagna celebra la rinascita dopo 40 anni della nazionale che mette insieme i migliori giocatori del Regno Unito (Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord e Scozia). E permette a tutti i sudditi del regno di sentirsi idealmente parte del progetto, seguendo le gare della selezione maschile e femminile a due passi da casa.

Dunque, oggi in campo le donne del pallone. Domani, tocca agli uomini. E venerdì, dopo la cerimonia d'apertura, sarà la volta di tutti gli altri sport (26 in totale). Il calcio conferma di essere una disciplina invadente e poco incline a fare gruppo, che il Comitato olimpico internazionale tollera probabilmente perché altro non si potrebbe fare. Da qui, l'idea di imporre pesanti limitazioni all'ingresso sul campo dei fenomeni di livello mondiale, vedi il tetto dei tre fuori quota di età superiore ai 23 anni. E la decisione di aprire le porte a nazionali che frequentano raramente il palcoscenico dei grandi appuntamenti. Come dire, semaforo verde al torneo che vale una medaglia olimpica, ma a patto che faccia poco rumore.

Nel frattempo, cresce l'attesa per l'inaugurazione ufficiale dei Giochi. Allo stadio Olimpico di Londra pare sia tutto pronto per alzare il sipario sullo spettacolo che sarà seguito, secondo le stime degli addetti ai lavori, da oltre 4 miliardi di persone in tutto il mondo. La regia dello show è stata affidata a Danny Boyle, la prima firma di "Trainspotting", una pellicola che ha fatto epoca tra gli appassionati del cinema d'autore. A rappresentare l'Italia in pista, ci sarà, come noto, Valentina Vezzali, portabandiera azzurra che sarà applaudita in tribuna d'onore anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Quirinale ha fatto sapere che il capo dello Stato raggiungerà Londra nel pomeriggio di domani. In programma, un incontro con gli atleti azzurri al villaggio olimpico e una visita a "Casa Italia", ospitata al The Queen Elisabeth II Conference Center. Prima di presenziare alla cerimonia d'apertura dei Giochi, Napolitano sarà inoltre ricevuto, come gli altri capi di stato presenti per l'occasione, a Buckingham Palace dalla Regina.

A proposito di viaggi. È rientrato lo sciopero degli addetti ai varchi di frontiera e al controllo passaporti all'aeroporto di Heathrow. Tra domani e venerdì lo scalo londinese vivrà la giornata più intensa della propria storia. Lo sciopero, minacciato dai dipendenti del ministero dell'Interno, avrebbe provocato guai grandi come una casa alla complessa macchina organizzativa dei Giochi, che in caso di agitazione avrebbe dovuto inventare soluzioni ardite e al limite del praticabile per rispettare il calendario.

Quindi, nessun problema per Napolitano e il suo staff. Ma nessuna marcia indietro su Lukashenko, il presidente bielorusso che si è visto negare dall'organizzazione olimpica il pass per partecipare alla cerimonia inaugurale. Ne ha dato notizia, via Twitter, il presidente del Comitato olimpico russo, Alexandr Zhukov, che ha sottolineato come in questo caso non sia stata rispettata la cosìddetta"tregua olimpica".

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