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Questo articolo è stato pubblicato il 02 dicembre 2012 alle ore 14:42.

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I Renziani: in Toscana casi gravissimi
In Toscana si stanno verificando «casi gravissimi» al voto del ballottaggio delle primarie. Lo ha detto Nicola Danti, responsabile dei comitati Renzi in Toscana: «Dall'apertura dei seggi fino ad ora persistono in Toscana casi gravissimi, che mettono a rischio la validità del voto in numerosissimi seggi. Chiediamo al coordinamento toscano delle primarie di intervenire immediatamente per ripristinare condizioni minime di legalità in tutta la regione». Dabri ha spiegato che iIn molti seggi fiorentini mancano i registri del primo turno, nel comune di Fivizzano sono stati impropriamente trattenuti i cedolini del 25 novembre e consegnati nuovi oggi, a Grosseto vengono segnalati numerosi casi di doppi elenchi. Per ora denunciamo una situazione intollerabile di disorganizzazione, speriamo - conclude Danti - che non si tratti di altro».

Alle 17,30 hanno votato in 2,3 milioni
Alle 17.30 hanno votato, per il ballottaggio alle primarie del centrosinistra, 2 milioni e 300mila elettori. Alla stessa ora di domenica 25 novembre si erano recate ai seggi 2 milioni e 450mila persone. Lo comunica il Coordinamento nazionale delle Primarie "Italia.BeneComune" in una nota. Un lieve calo, del 5-7%, è «meno che fisiologico - commenta il presidente del collegio dei garanti, Luigi Berlinguer -, nei ballottaggi delle comunali il calo medio tra il primo ed il secondo turno è del 15%». Alle 12 di oggi aveva votato un milione di persone: una partecipazione che, secondo Berlinguer, segnala «il grande interesse per il confronto finale tra Bersani e Renzi».

L'affluenza in calo può favorire Renzi (secondo i suoi)

Oggi i comitati Renzi hanno invece parlato di un'affluenza in netta diminuzione: «Il calo di affluenza ci può favorire», ha dichiarato al Tgcom24 Roberto Reggi, coordinatore della campagna elettorale di Matteo Renzi. «Quelli che si sono iscritti al secondo turno - ha spiegato - e poi bocciati sono circa 180 mila». Ma, annuncia Nicola Danti (comitati Renzi Toscana), «non ci sarà nessun ricorso: stasera il centrosinistra avrà il suo candidato».

Oltre 9mila seggi aperti fino alle 20
Per il ballottaggio, sono oltre 9mila i seggi elettorali che in tutta Italia resteranno aperti fino alle 20: e sarà questo duello finale a decretare il nome del candidato premier del centrosinistra, alle elezioni politiche del 2013. Più di 100 mila, i volontari coinvolti in gazebo, circoli del Pd e altre strutture messe a disposizone di Sel, Socialisti italiani e Api.

Una sfida in casa Pd
La sfida a due, tutta interna a casa Pd, porta dunque il nome di Pier Luigi Bersani e di Matteo Renzi. O meglio, per la precisione, la sfida è quella che il trentasettenne molto ambizioso sindaco di Firenze Matteo Renzi, curato soprattutto dalle premure di Giorgio Gori, porta al paludato segretario del Pd, Pier Luigi Bersani che dalla sua ha il partito, la Cgil e ora, a differenza di sette giorni fa - quando già era uscito vincitore del 1° turno - anche il sostegno di almeno due dei tre candidati alle primarie sconfitti domenica scorsa: Nichi Vendola, che porta in dote il consenso dei militanti di Sel, partito di cui è leader. E Bruno Tabacci, uomo immagine di quei moderati che, pur guardando a Monti, si schierano e invitano a schierarsi nel centrosinistra.

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