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Questo articolo è stato pubblicato il 04 giugno 2013 alle ore 11:45.

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Dopo il referendum sull'acqua di un paio d'anni fa, gli investimenti nel settore idrico sono rallentati moltissimo, nonostante le croniche inefficienze della rete idrica italiana (perdite per oltre il 30% dell'acqua trasportata). Eppure, anche in una fase così particolare, caratterizzata da tante incertezze normative, a Ravenna nei giorni scorsi è stata posta la prima pietra dei lavori del nuovo potabilizzatore (denominato NIP2) che Romagna Acque-Società delle Fonti (società a capitale interamente pubblico) realizzerà a sud della città, nell'area della Standiana.

L'opera è di particolare interesse perché si tratterà del più grande impianto europeo di potabilizzazione dell'acqua con tecnologia a membrane. La soluzione utilizzata, fornita dalla multinazionale americana General Electric e denominata ZeeWeed 500, è un metodo di ultra-filtrazione che utilizza una barriera a membrana semipermeabile - così da trattenere particelle in sospensione, batteri, virus, e altri agenti patogeni presenti - per produrre un'acqua, detta permeato, caratterizzata da un elevato livello qualitativo. Successivamente le acque possono essere sottoposte a ulteriori affinamenti tramite osmosi inversa o elettrodialisi inversa. L'investimento, 38,5 milioni di euro per il solo impianto di potabilizzazione, si è reso necessario per assicurare una maggiore disponibilità di acqua potabile nell'area romagnola.

Nella zona, infatti, in periodi di prolungata siccità, gli invasi attualmente disponibili raggiungono livelli critici e, dunque, si è pensato di ricorrere al Po come fonte aggiuntiva di risorsa idrica. Le acque del fiume più lungo del Paese, però, che scorre lungo regioni ad altissima densità umana e industriale, non sono certo delle più salubri, tanto che "riportano alte concentrazioni di solidi sospesi e torbidità, specialmente dopo periodi prolungati di piovosità". In poche parole, dunque, l'impianto progettato da Ge serve a trasformare l'acqua in ingresso inquinata in un prodotto sicuro per il consumo umano. Una volta operativa, questa soluzione sarà in grado di trattare una portata di 95.000 metri cubi al giorno, sufficienti per circa 400.000 persone.

"L'economia della nostra regione dipende fortemente dai nostri assets industriali e dai turisti stagionali che scelgono la riviera romagnola per le sue spiagge rinomate e i siti di interesse storico. Garantire una fornitura di acqua sicura e affidabile è fondamentale per il turismo, la comunità residente e l'economia locale in generale - ha dichiarato Andrea Gambi , ceo di Romagna Acque -. Abbiamo sofferto di carenze d'acqua negli invasi e avevamo bisogno di incrementare la disponibilità di acqua potabile sicura. La costruzione di questo nuovo impianto di potabilizzazione con la tecnologia ZeeWeed di Ge permette di trasformare il fiume in una fonte sicura e affidabile di acqua da immettere nell'acquedotto". A regime, nel 2017, NIP2 dovrebbe permettere un minor prelievo di acqua di falda in Romagna per quasi 13 milioni di metri cubi all'anno.

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