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Questo articolo è stato pubblicato il 19 gennaio 2013 alle ore 15:33.

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Tutti bocciati dalla Cassazione i ricorsi contro l'esclusione di alcuni simboli da quelli ammessi dal Viminale alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. L'Ufficio elettorale centrale della Suprema Corte ha infatti deciso oggi di rigettare le opposizioni proposte da 7 delle delle 34 liste elettorali ricusate il 15 gennaio, che nel loro caso non ha comunque indotto i presentatori a modificare i simboli originari.

Opposizioni inutili, confermata la ricusazione di 7 liste
In particolare, escono definitivamente dalla corsa al Parlamento tre liste denominate "Democrazia Cristiana" (con relativo scudocrociato, che resta in uso al solo Udc di Casini), e le liste "Grande Sud", "Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale Msi-Dn", "Unione di Centro-Udc" e "Comitato Monti Presidente", quest'ultimo presentato dal consigliere comunale torinese Samuele Monti. La conferma dell'esclusione di queste 7 liste ricusate impedisce la presenza dei rispettivi simboli sulle schede elettorali.

No anche a tre ricorsi contro la presenza di liste già ammesse
Respinte dai giudici anche tre opposizoni presentate da liste già ammesse dal ministero contro altre liste ugualmente promosse tra quelle in corsa per le prossime Politiche. Il no dei giudici riguarda il ricorso della Lega Nord avverso il contrassegno presentato da "Prima il Nord", che quindi parteciperà alle elezioni, e quello della lista civetta "Fratelli d'Italia" avverso il contrassegno "Fratelli d'Italia-Centro Destra Nazionale" presentato (e accettato dal ministero) da Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa: correranno quindi entrambe. Infine, non ha passato il vaglio della Corte il ricorso del simbolo "Partito Pensionati" per tenee fuori il contrassegno presentato da "Pensionati e Invalidi Giovani Insieme".

Sgarbi in corsa per "Prima il nord"
Appena confermata, la lista "Prima il nord" ufficializza anche il suo primo candidatto di peso: al Senato in Veneto, Lombardia e Piemonte e alle Regionali di Lombardia presenterà come capolista il critico Vittorio Sgarbi, già esponente del centrodestra. Il Pdl, ha spiegato oggi lo stesso Sgarbi, «ha preso in giro tutto e tutti riproponendo il nuovo solo a chiacchiere. Questo nuovo non c'è: ha in progetto di ricandidare tutti, traditori compresi. Chi ha mal governato Paese e partito non può essere riproposto. Andremo da soli con la nostra lista Prima il Nord contro tutti, convinti che saremo premiati dalla voglia di cambiamento».

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