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Questo articolo è stato pubblicato il 06 febbraio 2013 alle ore 13:18.

Silvio Berlusconi rilancia le new town per le grandi città intervenendo a un appuntamento di confronto elettorale organizzato dell'associazione nazionale dei costruttori. L'ex premier ribadisce un convincimento radicato, che l'economia cresce se le costruzioni vanno, ma evita qui di dire che tutto è stato realizzato, consapevole forse della fatica con cui infrastrutture e piani casa hanno marciato anche negli anni dei suoi Governi. E infatti preferisce chiedere "indulgenza" alla platea degli imprenditori edili "se a volte i Governi non riescono a fare quello che hanno promesso".
Berlusconi comunque approva e apprezza - ma non firma - l'addendum per l'edilizia che l'Ance propone come patto per la 17esima legislatura. "Lo firmerò come ministro dell'Economia", promette il Cavaliere ed è forse questo l'unico punto su cui veramente solletica (e scalda) i costruttori, considerando che per prima l'Ance aveva chiesto un cambio della guardia definitivo a Via Venti Settembre: vi ai rigoristi, dentro gli sviluppisti, aveva chiesto già un anno fa il presidente Paolo Buzzetti. E Berlusconi questo dice, per farsi applaudire, che lui sarà "il ministro dell'Economia per lo sviluppo".
Nell'addendum che l'Ance proporrà a tutte le coalizioni sono previsti 4 impegni: 1) pagare i lavori eseguiti e in particolare tutti i debiti pregressi «per porre fine a una finzione contabile che fa saltare le imprese»; 2) garantire l'accesso alla casa mediante strumenti finanziari che riattivino il circuito del credito con il coinvolgimento di Cdp, i cosiddetti casa-bond,. Previsti anche un piano pluriennale di edilizia sociale sostenibile e la eliminazione dell'Imu sull'invenduto; 3) un piano per la sicurezza del territorio, per le scuole e per le grandi infrastrutture già finanziate dal Cipe: 4) il rifinanziamento e la stabilizzazione del piano città.
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