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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2013 alle ore 14:15.

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La scritta 'Tutti a casa...stiamo arrivando' nella sede del quartier generale del Movimento 5 Stelle (Ansa)La scritta 'Tutti a casa...stiamo arrivando' nella sede del quartier generale del Movimento 5 Stelle (Ansa)

A spoglio completato, l'Italia che esce dalle urne in queste elezioni politiche 2013 corre il rischio caos e ingovernabilità. L'alleanza tra Pd e Sel vince di un soffio alla Camera, il Movimento 5 Stelle diventa il primo partito a Montecitorio e il Senato appare spaccato: il centrosinistra ottiene il 31,63% (Pd al 27,43%) ed è il partito di maggioranza relativa, mentre la coalizione composta da Popolo della Libertà e Lega Nord si ferma al 30,72% (Pdl al 22,30%), il Movimento 5 Stelle al 23,79%, la lista di Mario Monti al 9,13%, Rivoluzione civile all'1,79%, Fare per fermare il declino allo 0,90%. In termini assoluti, il centrosinistra ha ottenuto il maggior numero di voti (oltre 9 milioni e 686mila), mentre al centrodestra sono andati nove milioni e 400mila voti, con una differenza tra le due parti di circa 280mila voti. Secondo i dati del Viminale, al centrosinistra vanno 119 senatori (compresi i sei del Trentino Alto Adige) , 117 alla coalizione di centrodestra (anche in questo caso è computato un seggio del Trentino Alto Adige), 18 a quella di Mario Monti; 54 al Movimento 5 Stelle. Per avere la maggioranza assoluta al Senato occorre raggiungere quota 158 seggi: nessuna coalizione ce l'ha.

Alla Camera, in attesa dell'attribuzione dei 12 deputati eletti dagli italiani all'estero, il Movimento 5 Stelle é il secondo gruppo parlamentare più numeroso con 108 deputati. Il centrosinistra grazie a una manciata di voti raggiunge il 29,54% e si aggiudica il premio di maggioranza del 55%, pari a 340 seggi. Il centrodestra è al 29,18 per cento, con 124 seggi. Tra le due coalizioni la differenza - a favore del Pd e di Sel - è di circa 124mila voti (lo scarto è dello 0,36%). La coalizione di Mario Monti supera lo sbarramento del 10% (Scelta Civica, Udc e Fli si attestano al 10,56%) e ottiene 45 seggi (37 per Scelta civica e otto per l'Udc). Fini resta fuori. Rimangono fuori dal Parlamento anche la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia e Antonio Di Pietro. Ha votato il 75,1% degli italiani, in calo di circa il 6%. Gli scrutini per le elezioni regionali a partire dalle 14 di oggi.

A conferma di una giornata dai toni drammatici, anche per i riflessi del voto suio mercati, la decisione del presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, di convocare oggi alle 12 a Palazzo Chigi per «consultazioni» il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi e il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco.

Ecco la lunga cronaca della due giorni di maratona elettorale, dalla chiusura delle urne allo scrutinio.

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