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Questo articolo è stato pubblicato il 11 febbraio 2013 alle ore 12:16.

In Lombardia «ci si tenga fuori da ragionamenti tutti politicisti» perché il Pd non fa «tavoli o tavolini». Lo ha detto Pier Luigi Bersani, replicando alle voci di un possibile accordo con i montiani in Regione Lombardia, che appoggerebbero Ambrosoli in cambio di un sostegno da parte del Pd a Monti alla presidenza del Senato. Monti ha già espresso contrarietà a questo progetto di voto disgiunto al candidato del centro sinistra alla Regione, il tutto in funzione anti Maroni. La mossa era stata ventilata per la prima volta da Ilaria Borletti Buitoni, capolista di Scelta civica alla Camera.
«Non prendo lezioni da nessuno»
«Abbiamo molta più solidità di tutte le altre coalizioni che sono mimetiche», ha poi spiegato Bersani a chi gli chiedeva di commentare le frasi di Mario Monti. Ieri il professore aveva definito il centro-sinistra una formazione da "vecchia politica" e "piena di contraddizioni". «Io lezioni non le prendo da nessuno», ha aggiunto il segretario del Pd, a margine di una visita all'Energy Park di Vimercate. «Mi dicono che ho la faccia sempre triste ma non mi sembra vero e sono convintissimo che l'Italia ce la farà».
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La critica all'accordo sul bilancio europeo
«La mia critica all'accordo sul bilancio europeo non è stata infantile ma adulta», ha osservato Bersani, dopo che Monti aveva confidato di considerare «infantile parlare di vittoria di Pirro», giudizio quest'ultimo espresso dal segretario del Pd . «Io - ha detto- sono ben contento se l'Italia spende un euro in meno e prende un euro in più di soldi europei ma se dobbiamo dire che la prospettiva di bilancio va bene io non ci sto».
Bersani: non faremo condoni
In un'intervista su Milanow ha chiarito: «Non faremo condoni, se un cittadino vorrà far rientrare dei capitali dall'estero in Italia paghi il dovuto al fisco e poi potremo avere un occhio di riguardo sul resto».
La chiusura di Monti sul sostegno ad Ambrosoli in Lombardia
Dopo la chiusura del professore nei confronti di un sostegno dei "montiani" in Lombardia al candidato del centro sinistra Ambrosoli, Pier Luigi Bersani è tornato oggi sul nodo alleanze: «Monti deve scegliere e poi lo vedo un po' suscettibile: lo dico in modo amichevole ma non puoi pensare che dai schiaffi e prendi carezze...in politica tante ne dai tante ne prendi». Intervenuto a Radio 105, il segretario del Pd ha anche commentato le dimissioni del Pontefice: «è un gesto di impostazione, di novità per il futuro. Stiamo parlando di un Pontefice che ha chiaro come nessun altro il profilo teologico e storico di una scelta di questo genere».
Bersani ha anche criticato la campagna elettorale: «Tra Berlusconi che considera le donne come bambole gonfiabili, Maroni che propone la moneta lombarda e Storace che usa la croce celtica, io dico: ma dove andiamo? Bisogna stare attenti».
Bersani su Berlusconi: cercava pupazzo da comandare
Bersani si è detto convinto del fatto che il Cavaliere è sceso in campo dopo avere tentato inutilmente di trovare una marionetta da candidare premier. «C'e stata la ricerca di qualche pupazzo che potesse recitare la parte al posto di Berlusconi», ha affermato il segretario del Pd. «Non mi riferisco ad Alfano, che si é arreso ma ha avuto una fase che ha disturbato il manovratore». Si cercava invece «una figura che avesse appeal popolare, ma fosse al comando di Silvio Berlusconi», ha insistito Bersani.
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