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Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2011 alle ore 09:13.

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Palazzo Marino (Olycom)Palazzo Marino (Olycom)

In teoria la norma che rende incompatibili due poltrone, quella del controllore e quella del controllato, ci sarebbe, e vale anche per Palazzo Marino. In base alla Finanziaria 2008, e ai decreti attuativi arrivati al traguardo nell'ottobre del 2010, chi è consigliere comunale o assessore, o anche dirigente o responsabile di ufficio, non può avere un incarico in una partecipata di servizi pubblici locali dello stesso Comune.

In attesa però che il legislatore o un giudice civile fornisca chiarimenti interpretativi (la legge riguarda solo le partecipate dirette o anche le partecipate indirette con quote inferiori al 100 percento?), eccezioni (cosa si intende esattamente per servizi locali?) e precisazioni (un incarico affidato prima dell'entrata in vigore della norma sarà ancora regolare dopo le elezioni di maggio?), alcune posizioni a Palazzo Marino rimangono nel limbo, e probabilmente per sanarle si ricorrerà ovunque a semplici pareri elaborati dalle stesse società pubbliche.

Chi rischia
La questione dell'incompatibilità ha colpito in pieno Bruno Simini e Maurizio Cadeo, ex assessori a Palazzo Marino e fino a qualche giorno fa destinati a diventare, rispettivamente, presidente e vice di Amsa, controllata da A2a, a sua volta partecipata del comune di Milano. Sul loro arrivo ai vertici della società che gestisce i rifiuti a Milano, la capogruppo A2a ha dato pochi giorni fa un parere negativo: l'incarico nel cda di Amsa non è compatibile con un incarico elettivo in comune, anche se si tratta di una partecipata "indiretta" (in linea con quanto più volte precisato dalla Corte dei conti).
I due assessori, per prudenza, avevano appunto scelto di non ricandidarsi; ma siccome la norma parla di incarichi amministrativi svolti negli ultimi 3 anni, Simini e Cadeo si sono ritrovati col cerino in mano: l'incompatibilità li riguarda comunque, anche se a maggio non si ricandideranno. Per loro sembra si stia studiano soluzioni alternative, ma lo spettro della Finanziaria 2008 li dovrebbe seguire in quasi tutte le società comunali.
Ad avere sulla testa la spada di Damocle dell'incompatibilità c'è anche Giulio Gallera, capogruppo Pdl in comune e ancora candidato alle amministrative, da poco nominato presidente di Ecodeco, al 100% di A2a. Per Gallera potrebbero spuntare un paio di eccezioni: Ecodeco in parte si occupa di energia, e il settore è escluso (chissà perché) dal sistema dell'incompatibilità, e poi non svolge solo servizi per la città.

Chi ha scelto
Hanno avuto problemi analoghi, con un dubbio aggiuntivo sul concetto di «servizi locali», i consiglieri Pdl Vincenzo Giudice, presidente di Metro engineering, Fabio Altitonante, anche lui presidente di una sottopartecipata di Mm (Napoli metro engineering) e Guido Manca, presidente di Metroweb, partecipata di A2a. Tutti e tre hanno però tagliato la testa al toro: a maggio non si ricandideranno, preferendo rimanere nelle partecipate senza il rischio di pareri avversi. E visto che l'incarico societario è stato affidato prima dell'entrata in vigore della legge, non dovrebbero esserci problemi.

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