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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2013 alle ore 15:22.
L'ultima modifica è del 20 gennaio 2013 alle ore 14:10.

«Dell'Utri e Scajola» sono sicuramente fuori dalle liste, «probabilmente anche Milanese e Papa». Quanto a Nicola Cosentino, la sua posizione è «ancora sub judice: così Silvio Berlusconi, intervistato da Maria Latella su Sky Tg24.
Non è da escludere, comunque, un nuovo colpo di scena. Dopo una lunga e faticosa trattativa notturna, sembra si siano riaperti in giochi e Cosentino potrebbe essere ripescato in zona Cesarini a palazzo Madama (forse al terzo posto), nonostante la linea dura voluta da Berlusconi contro i cosiddetti impresentabili.
Secondo le ultime indiscrezioni, che non trovano conferma ufficiale, sarebbe spuntato il nome dell'ex ministro Gianfranco Rotondi come capolista in Campania 1 (in un primo momento si parlava di Elio Vito), mentre l'ex sottosegretario all'Economia sarebbe tornato testa di serie a palazzo Madama, mentre Luigi Cesare verrebbe confermato alla Camera, nella circoscrizione 1.
Alfonso Papa: non ritiro la mia candidatura
Il deputato del Pdl Alfonso Papa, che tra luglio e ottobre 2011 ha trascorso tre mesi in carcere a Napoli come indagato nell'inchiesta sulla cosidetta P4, non ha intenzione di farsi da parte spontaneamente e rinunciare a correre per un seggio in Parlamento. «Com'è noto al presidente Berlusconi la mia ferma volontà di portare avanti la battaglia per un sistema carcerario rispettoso della dignità umana e per una riforma organica della giustizia nasce dalla mia esperienza e dal desiderio di dare voce ai troppi che soffrono. Mi era stato chiesto di proseguire nel mio lavoro e così ho fatto», aggiunge Papa. «Se il Presidente Berlusconi intenderà far prevalere una linea giustizialista, io ne prenderò atto - conclude - Mi sembra però inderogabile la necessità che sia Silvio Berlusconi e solo lui ad assumersi una tale responsabilità di tipo politico, culturale e storico».
Dell'Utri: ho deciso, ritiro la mia candidatura
«Ho deciso. ritiro la mia candidatura, non mi presento alle elezioni». È quanto annuncia il senatore del pdl Marcello Dell'Utri, intervistato dal 'Fatto Quotidiano'. «Ci ho riflettuto bene - afferma - La vittoria non è impossibile ma è improbabile e non voglio fare da capro espiatorio, non voglio che si dice che abbiamo perso per colpa di Dell'Utri».
Spiega ancora Dell'Utri: «Se mi condannano definitivamente, non c'è scudo che tenga, neanche quello parlamentare. Tanto vale andarsene ora». Quanto ai cosiddetti 'impresentabili' nelle liste elettorali, osserva: «Berlusconi potrà rispondere. 'Se non candido Dell'Utri, voi cosa volete da me?...».
Urbani: liste pulite non decisive
«Questa storia delle candidature pulite o meno non la considero decisiva per il Pdl. È materiale per polemica politica ma irrilevante per il risultato». Lo afferma, in una intervista al Messaggero, l'ex ministro Giuliano Urbani, convinto che possa «contare un poco in Campania o nelle regioni dove Berlusconi combatte la campagna decisiva per il Senato. Per tutto il resto, Camera compresa, è irrilevante».
«Io - aggiunge - tifo ardentemente per un pari e non perchè provengo da Forza Italia ma perchè il problema che il Paese si trova ad affrontare nel 2013 fa tremare i polsi e non è il risanamento, è lo sviluppo». E «non si può chiedere a uno come Monti di rilanciare la crescita. Non sa da che parte si comincia».
Con il pareggio si avrebbe un governo «retto da una maggioranza di oltre il 60%» o comunque «si possono raggiungere intese anche senza essere sistematicamente in maggioranza. È però certo che al Paese serve un Parlamento dove le principali forze politiche si parlino e non si facciano provvedimenti per penalizzare o per difendere i ricchi, ma che servano al Paese».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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