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Questo articolo è stato pubblicato il 01 agosto 2013 alle ore 07:33.

Una delle fasi di trattamento delle porcellane alla Richard Ginori di Sesto FiorentinoUna delle fasi di trattamento delle porcellane alla Richard Ginori di Sesto Fiorentino

Sul fronte commerciale, invece, si punterà (anche) sui monomarca, in linea con quel che accade nel mondo della moda. Per questo Gucci sta definendo un piano retail che prevederà nuove aperture di negozi a marchio Richard Ginori in Italia e all'estero, «in location adeguate a un brand del lusso qual è Richard Ginori», sottolineano in azienda spiegando che, proprio per questo motivo, è stata decisa la chiusura dei due punti vendita situati a Ravenna e a Sesto Fiorentino, all'interno dell'Ipercoop (resta aperto quello nel centro di Firenze). Le location a cui ora pensa Gucci per proporre i piatti e le zuppiere decorati a mano e le porcellane che hanno incantato generazioni di borghesi e di regnanti in tutto il mondo, sono nelle strade del lusso mondiale, da Milano a Parigi, da Londra a New York fino ad arrivare, progressivamente, nei paesi più lontani.

Allineare la rete distributiva al posizionamento del prodotto, del resto, è operazione quasi scontata per chi opera nel mondo della moda e ha visto in Richard Ginori un "complemento" del proprio business. Riconosciuto pure dal sindacato: «La caratteristica di Richard Ginori – dice Marasco – è l'identificazione assoluta tra brand, mani e territorio. Il fatto di aver trovato un interlocutore come Gucci, che da tempo ha puntato su quegli stessi elementi seppur in un altro settore, ha certamente aiutato».

I sindacati hanno portato a casa il "ricollocamento" (completato il 30 giugno) di tutti i 73 lavoratori ex-Ginori in esubero (in parte accompagnati alla pensione, in parte incentivati all'uscita, in 43 ricollocati in aziende service del gruppo Gucci), e ora hanno attivato le procedure per l'elezione dei nuovi delegati aziendali. L'unico tassello mancante è la collocazione definitiva dello stabilimento: Gucci ribadisce il mantenimento dell'intera produzione made in Italy, ma il contratto d'affitto a Sesto Fiorentino scadrà nel dicembre 2016. La maison di moda si è riservata un diritto di prelazione sul 50% della proprietà immobiliare, che fa capo in parti uguali al Fallimento Richard Ginori e a un gruppo di immobiliaristi pratesi. «Speriamo in una soluzione rapida, occorre che tutti facciano uno sforzo per creare le condizioni adeguate», ammonisce Marasco.

A proposito del fallimento Richard Ginori, all'inizio di ottobre si terrà la prima udienza di fronte al giudice delegato per l'esame delle domande di ammissione al passivo: per adesso il curatore fallimentare Andrea Spignoli, artefice del salvataggio di Richard Ginori, ne ha ricevute più di 660, tra cui quelle di tutti i 330 ex-dipendenti che devono ricevere liquidazioni, ferie e tredicesime.

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