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Dossier Wib prepara lo sbarco negli Usa

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Dossier Wib prepara lo sbarco negli Usa

Dossier | N. 221 articoliPiù start-up con il Sole

Wib prepara lo sbarco negli Usa

Creare un nuovo canale di vendita, che unisca on-line e off-line dietro a Warehouse In a Box, in sintesi Wib. La startup, che si propone di sviluppare il negozio del futuro combinando i vantaggi dell'e-commerce con la comodità di un negozio automatizzato sotto casa, è nata all'interno del Consorzio Arca, incubatore di imprese dell'Università di Palermo, dall'iniziativa di Nino Lo Iacono, a cui si è poi aggiunto Alfonso Correale, attuale socio e business developer.

«Volevo fare l'imprenditore - racconta Nino Lo Iacono, ingegnere meccatronico con un'esperienza all'interno del centro ricerche Fiat- Nel 2009, a 27 anni, ho detto no al contratto a tempo indeterminato e ho iniziato a coltivare il mio sogno». A inizio 2014 è partita Wib, i primi 200mila euro sono arrivati da due società industriali legate all'incubatore siciliano e sono serviti per mettere a punto il prototipo di macchina, la “box” che vuole essere nello stesso tempo «una soluzione di vendita, promozione e marketing, non una semplice evoluzione delle vending machine». In pratica un negozio automatizzato dotato di tecnologia brevettata Wib, che consente di manipolare ogni tipologia di oggetto, e quindi categoria merceologica, integra le potenzialità del web per l'e-commerce ma anche per la comunicazione digitale e la profilazione dei clienti esistenti e potenziali.

I consumatori finali possono acquistare in loco e on-line, anche attraverso lo smartphone, ritirando gli acquisti ventiquattro ore su 24, sette giorni su sette, dal punto WIB prescelto. A marzo 2014 la startup ha raccolto altri 750mila euro da business angel e fondi di venture capital, tra cui Vertis sgr e RedSeed. «Il secondo round di finanziamenti ci è servito per avviare l'attività e costruire il team, oggi di dieci persone» spiega. A ottobre 2015, un nuovo aumento di capitale da parte degli investitori già attivi, a cui si aggiunge Gruppo Cln, per un totale di circa 600 mila euro di equity. In questa fase UniCredit, nell'ambito del programma UniCredit Start Lab, ha erogato 20mila euro di co-finanziamento in equity in compartecipazione con Vertis. «Questa nuova operazione ci ha permesso di concretizzare la nostra vocazione internazionale, anche con l'apertura di una società controllata a New York», prosegue Lo Iacono. Wib ha realizzato due installazioni pilota, in partnership con Coop, fra cui quella all'interno del Future Food District di EXPO. «Abbiamo immaginato possibili scenari per una exit, l'acquisizione di fondi di private equity o da parte di un gruppo già operante nel settore e non escludiamo lIpo», conclude Lo Iacono. La società sta preparando un nuovo aumento di capitale.

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